In bici sulla Riviera: 67 ciclisti multati nel week-end 

Pugno duro della polizia municipale. Il comandante Palestini: «La pista c’è e va usata, continueremo a fare i controlli»

PESCARA. Pioggia di multe per chi si ostina a pedalare in bicicletta sul marciapiedi della riviera.
Sabato e domenica i verbali della polizia municipale per questo tipo di infrazione sono stati 67. E non è stato un «controllo spot», ha assicurato ieri mattina il sindaco Carlo Masci nel rendere noto il dato dell'ultimo fine settimana.
L’attività dalla Municipale, diretta da Danilo Palestini, «continuerà» per scovare e sanzionare chi non usa la pista ciclabile e preferisce il marciapiedi, pur sapendo di rischiare. A quanto sembra, le pattuglie che hanno lavorato sabato e domenica sulla riviera non hanno ricevuto particolari lamentele da parte dei ciclisti che sono stati bloccati mentre usavano la zona riservata ai pedoni. Hanno ammesso l'errore, di fronte agli agenti, ed è come se avessero fatto ammenda, almeno dal punto di vista morale. C’è stata una certa soddisfazione, poi, da parte dei pedoni stessi, che osservavano la polizia municipale ed erano compiaciuti degli interventi sui ciclisti, nella speranza che le multe abbiano un effetto educativo. Ognuno dei trasgressori dovrà pagare 26 euro, ma chi dovesse decidere di saldare subito, cioè entro 5 giorni, pagherà meno, vale a dire 18,20 euro.
«Le infrastrutture ci sono, quindi è bene usarle», ha detto ieri mattina Palestini, riferendosi alla pista ciclabile che, peraltro, si snoda su tutto il lungomare, tra strada e marciapiedi, ma spesso viene ignorata dai ciclisti (e non è affatto un fenomeno nuovo, anzi). Il comandante della polizia municipale ha fatto notare anche un altro vizio tutto pescarese, quello dei ciclisti (ma non solo loro) che transitano nelle aree pedonali come se nulla fosse, e un esempio è rappresentato da piazza Muzii. Comportamenti molto spesso tollerati, ma che infastidiscono parecchio i pedoni, in particolare le mamme che devono prestare particolare attenzione ai bambini o le persone più anziane che magari si sentono a rischio, pur sapendo che la zona pedonale dovrebbe di per sé tutelarli rispetto alla presenza di qualsiasi tipo di mezzo.
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