In centro lite tra gang di ragazzini Aggressione con coltelli e cinghia

In due tentano di rubare caramelle e sigarette in una tabaccheria, poi scoppia il caos in un ristorante Un giovane, all’arrivo della polizia, si ferisce con un coltellino e finisce in ospedale. In fuga tutti gli altri
PESCARA. Le macchie di sangue sono ancora fresche sulla strada; la paura e la rabbia dei pescaresi non si attenuano. In pieno centro, a pochi passi da piazza Salotto, ancora un’altra lite tra giovanissimi rompe la tranquillità di un pomeriggio di fine estate. Tra pugni e spintoni, spunta anche un coltello. Ma non basta: qualcuno della baby gang si toglie la cintura dai pantaloni e la usa per aggredire gli altri coetanei. Questo è il racconto di una parte della lite scattata tra un gruppetto di giovanissimi extracomunitari. Con molta probabilità, tutto parte da un debito di droga non saldato. Venerdì sera, lungo corso Vittorio Emanuele, proprio davanti al piazzale dei bus, scattano le manette per un giovanissimo che è ancora ricoverato in ospedale.
IL TENTATO FURTO Tutto inizia nel primo pomeriggio di venerdì: due giovani, stando alle testimonianze dei residenti, sono fermi come piantoni nel giardinetto che divide il terminal bus da corso Vittorio. Non è la prima volta: i volti di quei ragazzi coinvolti nella lite non sono sconosciuti ai residenti. Solitamente fanno parte della gang che sorveglia da diverso tempo i due giardinetti della stazione. Poco prima delle 17, alcuni giovani si dirigono all’interno della tabaccheria all’angolo di via Mazzini e tentano «un furto di caramelle e pacchetti di sigarette», racconta il tabaccaio che con la forza cerca di strappare via la merce. «Erano visibilmente su di giri», prosegue il racconto del commerciante, «uno di loro aveva una bottiglia di amaro vuota tra le mani».
LA LITE Da lì a poco, la situazione si agita e tra alcuni ragazzi nasce una lite in cui volano già i primi sgabelli e tavoli del ristorante vicino al tabacchino. Subito, passanti e negozianti scappano dalla via: c’è chi si chiude dentro il negozio e chi fa partire le prime chiamate al centralino della polizia per chiedere aiuto. «Urlavano e si spintonavano», racconta ancora il tabaccaio. Sul posto si precipitano gli uomini della squadra Volante, coordinati da Pierpaolo Varrasso. Uno dei rissanti scappa via per non farsi identificare, un altro estrae un coltello da cucina e davanti ai poliziotti si fa un taglio in testa. La scena di violenza continua: uno dei giovanissimi prende la fibbia di una cinta per difendersi. Ma i poliziotti riescono a placarli e i rissanti finiscono in questura. Per uno di loro, quello con il coltello, è necessario l’intervento del 118 e viene trasportato in Pronto soccorso. Il ragazzo, giovanissimo, è ora in stato di fermo e nelle prossime ore ci sarà l’udienza di convalida dell’arresto.
IL MOTIVO Le cause della lite sono ancora in corso di accertamento, ma stando ai racconti dei commercianti che conoscono già i protagonisti del caso, potrebbe trattarsi «di un debito di droga non saldato». Un motivo che, nelle zone centralissime di Pescara, non è di certo nuovo. Stando sempre alle testimonianze, i ragazzi coinvolti nella lite sono soliti avere “il controllo” della zona.
LE REAZIONI «Sono gli stessi che di notte scippano i passanti e fanno furti», spiega Benedetto Gasbarro, presidente di Pescara Multiservice, che abita proprio a pochi passi dal punto della lite. «Sono stufo di vedere questi episodi di sangue», continua Gasbarro che già diverse volte ha segnalato sia sui social che alle autorità locali scene simili, «nelle sere precedenti ci sono state urla per episodi simili, adesso bisogna prendere seri provvedimenti».

