«In gara per il nostro papà»

18 Giugno 2017

L’impresa dei fratelli Marinelli per onorare il genitore scomparso ad aprile

PESCARA. «Se fosse stato ancora qui, oggi papà avrebbe gareggiato con noi: si sarebbe iscritto e avrebbe l’Ironman. Tutto da solo: nuoto, bici e corsa. E avrebbe fatto anche un’ottima prestazione. Invece, in gara per lui, ci siamo noi». Andrea, Marco e Matteo Marinelli sono tre fratelli con una passione: il triathlon. E in famiglia non erano i soli a essere pazzi per quella sequenza di nuoto, ciclismo e corsa che ti può cambiare la vita: il padre, Mario Marinelli, era uno sportivo noto in Abruzzo. Era. Perché, il 18 aprile scorso, Marinelli è morto all’età di 59 anni durante un allenamento in piscina a Francavilla.
Oggi, i suoi figli sono in gara tutti insieme tra le staffette: «Il nome della nostra squadra è Mario nel Cuore», raccontano loro, iscritti alla asd Project Ultraman di Pescara. Marco è impegnato nel nuoto (1,9 chilometri davanti alla Nave di Cascella), Andrea nel ciclismo (90 chilometri tra Pescara, Cepagatti, Pianella e Santa Teresa di Spoltore) e Matteo nella corsa (21 chilometri cittadini con passaggio nella pineta Dannunziana e sul ponte del Mare): «Vogliamo arrivare al traguardo tutti e tre insieme con lo stendardo di Super Mario Bros, il personaggio popolare dei videogiochi, perché nostro padre era davvero super: ci ha insegnato lo sport e i valori della vita e, in un momento così difficile per la nostra famiglia», dicono i figli, «lo sport ci aiuta tantissimo a reagire in questa situazione assurda. Assurda perché, il 2 aprile, papà aveva corso la maratona di Roma con un ottimo tempo (3h 46’ 50’’) e morire a distanza di qualche giorno dopo appena una decina di minuti di nuoto è inaccettabile».
Mario Marinelli faceva l’odontecnico ma, prima di tutto, era uno sportivo vero: «Ha giocato a calcio, a tennis, ha fatto sci, surf e tanto altro. Poi, vent’anni fa si è messo sulla bici e ha scoperto una passione. Spinto da noi, cinque anni fa, aveva cominciato a fare triathlon: alla soglia dei 60 anni, si allenava e gareggiava con noi. Nelle competizioni sembravamo 4 fratelli più che padre e figli. Per lui gareggiare con noi era la gioia più grande: fare triathlon era il suo sogno e oggi lo facciamo noi per lui. Immaginiamo già la nostra gara: un’emozione dall’inizio alla fine. Non ci interessa il tempo: vogliamo solo gareggiare per nostro padre e vogliamo che sia una festa: lui ha vissuto per noi».
All’Ironman, insieme alla squadra Mario nel Cuore, ci sono altre 44 staffette per un totale di 135 partecipanti. Una gara nella gara in cui ognuno è pronto a dare il tutto per tutto. E, tra le staffette, partono da favoriti tre personaggi noti nello sport italiano: nella squadra del Dream Team Carrefour Market ci sono il nuotatore Luke Morini, il campione di ciclismo paralimpico Pierpaolo Addesi e il maratoneta che non conosce età Alberico Di Cecco.
Curiosi i nomi delle squadre al via: ci sono le imPresentose (Marianna Acerbo, Giorgia Di Cesare e Michela Portacci), gli Iron per Caso (Mirko Mascia, Massimo Marrone e Vincenzo Ciafardone), i Sono un po’ Stanchino (Francesco Sallese, Luca Clementi, Roberto Di Nallo), i Belli... Lenti (Andrea Zini, Luca Gilioli, Dorvan Sazzi) e gli Improbabili (Massimo Guidi, Silvia Baldacci e Maria Cristina Donasoldi).
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