In garage spunta una busta con il tritolo

L’esplosivo trovato da una pensionata durante le pulizie: risale alla Seconda guerra mondiale, artificieri in azione in spiaggia
PESCARA. Stava sistemando una rimessa, sotto casa, in via Ravenna. In vista dei lavori di ristrutturazione dell’edificio, al civico 10, voleva svuotare e ordinare il piccolo locale adibito a magazzino e lì ha scoperto del materiale esplosivo. Ha capito subito che si trattava di qualcosa di pericoloso, e quindi da maneggiare con estrema cura, tant’è che nelle ore successive gli artificieri hanno provveduto al brillamento, in spiaggia.
È cominciato tutto dopo le 15, quando la 73enne ha scovato una busta dietro a un vecchio appendiabiti, appoggiato alla parete e tutto impolverato. In quella busta c’era del materiale sospetto, tra cui dei proiettili, e non c’è stato molto da chiedersi di cosa si trattasse perché su un panetto c’era scritto “tritolo”. La 73enne ha subito capito che qualcosa non andava e ha lanciato l’allarme, facendo arrivare in via Ravenna i carabinieri della compagnia di Pescara, coordinati dal tenente Giovanni Rolando, gli artificieri dell’Arma di Chieti, i vigili del fuoco e anche una ambulanza del 118, per essere pronti ad ogni evenienza.
Durante il sopralluogo – con la strada bloccata, gli artificieri hanno esaminato il panetto e due parti in plastica di candelotto da dinamite, per capire con esattezza di cosa si trattasse, mettendo tutto in sicurezza, dopodiché hanno escluso che in quel piccolo deposito ci fosse altro e hanno lasciato via Ravenna, a sirene spiegate, per raggiungere il lungomare, scortati da vigili e ambulanza, oltre che dai colleghi della stazione di Pescara scalo. Lì, sulla spiaggia libera tra gli stabilimenti Jambo e Nettuno, gli artificieri hanno provveduto a far brillare il materiale provocando un boato. Il tutto, ovviamente, con le precauzioni del caso, considerata la delicatezza dell’operazione.
Grande lo stupore in via Ravenna, dove la 73enne è stata raggiunta e soccorsa da un vicino di casa. Mai nessuno, negli anni, si è accorto della presenza di quegli “oggetti”, visto che il deposito viene usato di rado e stavolta è accaduto per i lavori di ristrutturazione del condominio Laporta, realizzato nel 1920 in una zona della città che poi è stata bombardata. Gli inquilini riconducono tutto a decine di anni fa, sdrammatizzano e ci ridono su. Per i carabinieri il materiale recuperato risale a circa 30 anni fa.

