«In quel quartiere non è tutto nero»
Il questore Misiti sottolinea la collaborazione alle indagini dei gestori del locale
PESCARA. La polizia ha voluto dare una «risposta forte» al quartiere dopo la rissa del 12 agosto. Un quartiere «salito agli onori della cronaca per tanti motivi» e che presenta «molti limiti» ma dove «non è tutto nero».
Queste le parole del questore Francesco Misiti dopo le misure eseguite ieri mattina dal personale della squadra mobile tra Pescara e Padova proprio dopo quella rissa.
Le misure sono scattate per rissa aggravata da lesioni volontarie gravi e lesioni volontarie gravi. E la vicenda potrebbe non chiudersi qui, dice sempre Misiti aggiungendo che «potrebbero esserci degli sviluppi», essendoci altri indagati.
Anche se quella sera i protagonisti della zuffa si sono dileguati subito, la polizia ha avuto immediatamente «una risposta» perché i gestori del locale di via Tiburtina dove si sono svolti i fatti si sono presentati in questura e hanno riferito i fatti. E loro si sono rivelati un «valore aggiunto», commenta il dirigente della squadra mobile Dante Cosentino. «In quella zona della città non è tutto nero», aggiunge parlando proprio del contributo di chi ha testimoniato e ha aiutato gli investigatori a ricostruire con maggiore esattezza fatti e responsabilità. Un concetto evidenziato anche dal questore il quale sottolinea che Rancitelli, come pure il resto della città, va visto «nella sua interezza. Ci sono persone civili e persone meno civili. Persone litigiose e persone meno litigiose. E quindi rientra nell’ordinario sociale».
Dopo la rissa, proprio il questore ha intensificato i controlli in questa zona, ma ha anche specificato che un episodio del genere si sarebbe potuto verificare in qualsiasi altro punto della città. Soprattutto perché alla rissa hanno partecipato persone che avevano bevuto parecchio. (f.bu.)
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