In regione 40 vertenze aperte

Parlano Ranieri (Cgil), Notaro (Cisl) e Lombardo (Uil): sono mesi molto difficili
PESCARA. Almeno 40 importanti vertenze e una miriade di altre aziende in sofferenza che fanno tremare i lavoratori. Mentre cresce il ricorso alla cassa integrazione. Per i problemi antichi, per quelli sorti nei due anni di pandemia da cui ancora bisogna riprendersi e per le conseguenze dirette e indirette della guerra in Ucraina e delle tensioni internazionali. È così che l’Abruzzo si presenta a questo Primo Maggio, che doveva essere della ripartenza: pieno di incertezze, proprio al via della grande sfida dell’innovazione tecnologica, a partire dallo sviluppo della produzione green e più digitale. La soluzione: sfruttare gli investimenti del Pnrr.
«Viviamo una situazione complicata, rischiamo un lento impoverimento della regione. Con lavoratori che non riescono ad arrivare a fine mese e con imprese, anche quelle grandi che hanno rappresentato lo sviluppo di intere aree, sempre meno capaci di attrarre»: queste le principali preoccupazioni del segretario regionale della Cgil Carmine Ranieri, secondo cui è necessario un rilancio dell’industria, anche perché «tutto cambierà nei prossimi anni, soprattutto in settori come quello dell’automotive, e dovremo essere al passo. Altrimenti l’Abruzzo rischia la desertificazione».
La linea è simile per tutte le sigle sindacali più rappresentative. «È al via la fase della sfida della transizione ecologica che rivoluzionerà la produzione, c’è forte preoccupazione non solo verso le grandi aziende, ma anche e soprattutto verso l’indotto che si è generato intorno a loro e spesso è dislocato in tutta la regione», aggiunge Giovanni Notaro, segretario regionale della Cisl, «bisogna avere la capacità di riconvertire la produzione. E poi si parla poco della transizione delle persone necessaria per fronteggiare l’innovazione tecnologica: ci vorranno nuove competenze e sarà quindi centrale il tema della formazione per restare al passo».
Transizione ecologica, ma anche digitalizzazione. «Bisognerà gestire al meglio i fondi in arrivo con il Pnrr, fondamentali per colmare il gap che c’è già tra l’Abruzzo e le altre regioni», aggiunge Michele Lombardo, segretario regionale della Uil, «la Regione faccia la sua parte in questo e nel frattempo comprenda che siamo in una situazione doppiamente straordinaria – pandemia e guerra – e garantisca una attenzione adeguata e di conseguenza un sostegno reale».(l.t.)

