In regione 87mila stranieri residenti

Presentato all’Aquila il dossier statistico sull’immigrazione 2018
L’AQUILA. Sono più di 87.000 i cittadini stranieri residenti in Abruzzo, la maggior parte dei quali vive nell’Aquilano, fa parte del gentil sesso e ha tra i 30 e i 44 anni. Si tratta soprattutto di rumeni, albanesi e marocchini. La regione ha un potenziale di integrazione dei migranti tra i più alti in Italia, con un buon indice d’inserimento sociale e occupazionale. Sono solo alcuni dei dati emersi ieri nell’aula magna dell’Università del capoluogo, durante il convegno sulle migrazioni, occasione nella quale è stato anche presentato il “Dossier statistico immigrazione 2018”. L’iniziativa, promossa dell’Ateneo aquilano di concerto con il Centro studi e ricerche Idos di Roma, è stata organizzata da Luigi Gaffuri, docente di Geografia umana del dipartimento di Scienze umane e ha visto la partecipazione della rettrice, Paola Inverardi.
«Secondo i dati Istat, agli inizi del 2018 i cittadini stranieri residenti in Abruzzo erano 87.054, pari al 6,6% della popolazione complessiva, un’incidenza cresciuta esattamente di 2 punti percentuali considerando l’ultimo decennio», ha spiegato Gaffuri. «Il maggior numero di stranieri risiede in provincia dell’Aquila (24.983) dove si registra anche il valore d’incidenza più elevato (8,3%), di poco inferiore a quello nazionale (8,5%) ma largamente superiore a quello del Sud Italia (4,5%). La popolazione straniera residente tra il 2016 e il 2017 è calata nella provincia di Teramo (-0,5%) e soprattutto in quella di Pescara (-1,2%). Sono 23.733 i residenti nel Teramano (il 7,7% del totale), 21.161 nel Chietino (5,5%) e 17.177 nel Pescarese (5,4%)».
Riguardo alle provenienze, si conferma la prevalenza in regione dei cittadini comunitari, seguiti dagli africani, dagli asiatici e dai cittadini del continente americano. «All’Aquila hanno un’incidenza più spiccata gli africani (22,1%, superiore a quella nazionale e a quella del Sud, con 5.515 residenti)», continua Gaffuri, «a Teramo gli asiatici, a Chieti gli europei e a Pescara i cittadini americani». Ai primi posti tra i paesi di immigrazione si trovano la Romania (26.703 residenti) e l’Albania (11.927), seguite dal Marocco (7.407), poi da Macedonia (4.371) e Cina (4.306)».
A livello regionale la popolazione immigrata è composta in prevalenza da donne, che rappresentano il 54,1% dei residenti stranieri. Quanto a lavoro, su un totale di 490.625 occupati in Abruzzo, i cittadini stranieri sono risultati 34.341 (per l’84,6% dipendenti), pari a un’incidenza del 7%. «Il tasso di disoccupazione degli stranieri (21,7%) risulta il doppio rispetto a quello degli italiani (10,9%)», spiega il docente. Il settore produttivo nel quale lavorano prevalentemente gli stranieri è quello dei servizi: soprattutto commercio e attività domestiche. Viene poi il settore industriale e l’agricoltura (10,3%, una quota più che doppia in confronto a quella dei cittadini italiani). Per quanto riguarda il lavoro autonomo, in Abruzzo le imprese individuali intestate a nati all’estero sono 10.696, delle quali un terzo risulta gestito da donne, con una prevalenza delle attività nelle province di Teramo (31,8%) e Pescara (28,6%). Tra i paesi di nascita dei titolari d’impresa, a livello regionale prevale la Svizzera. «Secondo i dati del Ministero dell’Interno agli inizi del 2018 erano regolarmente presenti nella regione adriatica 58.566 titolari di un permesso di soggiorno» conclude il docente. «Circa un terzo dei titolari si concentra nella provincia di Teramo (18.897), seguita da quelle dell’Aquila (17.972), di Pescara (12.058) e di Chieti (9.639). Si conferma l’età relativamente giovane di questa popolazione rispetto agli abruzzesi, con una concentrazione nella classe d’età compresa tra i 30 e i 44 anni (30,8%), un’incidenza dei minori pari al 20,8% e solo un 5,2% di ultra 65enni». In Abruzzo le persone presenti a fine del 2017 nelle strutture preposte ai rifugiati erano 4.410 (il 2,4% di quelle accolte al livello nazionale).

