In sala la Palma d’oro “Il regno d’Inverno” e il folgorante Bicek

La Palma d'oro "Il regno d'inverno" del regista turco Nuri Bilge Ceylan. La folgorante opera prima dello sloveno Rok Bicek "Class Enemy". Il piccolo e ingegnoso docudrama on the road italopalestinese...
La Palma d'oro "Il regno d'inverno" del regista turco Nuri Bilge Ceylan. La folgorante opera prima dello sloveno Rok Bicek "Class Enemy". Il piccolo e ingegnoso docudrama on the road italopalestinese "Io sto con la sposa", di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry. Il torbido triangolo de "I due volti di gennaio", mistero tensione e ambiguità in puro stile Patricia Highsmith, dal cui romanzo omonimo è tratto il film di Hossein Amini. Un quartetto di titoli di peso tra le tante novità in sala.
"Il regno d'inverno" del maestro Ceylan, abbonato ai premi di Cannes (da "Le tre scimmie" a "C'era una volta in Anatolia"), con le sue tre ore abbondanti è il film più impegnativo ma infine più magnetico se sul grande schermo si cercano storie che scandaglino le pieghe dell'anima. L'ex attore Aydin (Haluk Bilginer), intellettuale narciso e arrogante, ritiratosi sui monti dell'Anatolia a gestire il suo alberghetto, fa pesare la sua ricchezza al villaggio, filosofeggia nella rubrica di un giornale locale, progetta un libro sul teatro turco, tiranneggia con parole sprezzanti la depressa sorella neodivorziata Necla (Demet Akbag) e con paternalismo indulgente la giovane e bella moglie Nihal (Melisa Sözen). Intorno al gelo domestico un fiabesco paesaggio innevato. Da alcuni racconti di Cechov, uno spietato kammerspiel con echi di Bergman interpretato da attori bravissimi.
Dentro un ring, il microcosmo di una scuola, si svolge anche "Class Enemy" del 29enne sloveno Rok Bicek, partito da dolorose esperienze personali e dal lugubre primato di suicidi detenuto dal suo Paese (terzo posto nel mondo). Il nemico di classe, contro il quale acriticamente tutta la classe si schiera dopo il suicidio della compagna Sabina, è il rigido professore (Igor Samobor) chiamato a sostituire la bonaria insegnante di tedesco in maternità. Robert, che prende seriamente il suo lavoro, chiedeva sforzo disciplina responsabilità: troppo per ragazzi allevati nella comoda e ambigua cultura della deresponsabilizzazione. Pluripremiato, "Class Enemy" si avvicina al cinema crudelmente analitico di Michael Haneke, idolo del giovane Bicek. Curioso oggetto è invece "Io sto con la sposa", documentario che il pubblico della Mostra veneziana (sezione Orizzonti) ha applaudito senza riserve. Operina finanziata con il crowdfunding on line, firmata da due italiani e un siriano-paletinese, a metà tra realtà e finzione, è la cronaca filmata di un reale viaggio di emigranti clandestini palestinesi e siriani da Milano a Stoccolma. Quattro giorni e 3mila chilometri, mascherati da corteo nuziale.
Infine, chi ha amato "Il talento di Mr.Ripley" non può non vedere "I due volti di gennaio": ancora una volta nella luce accecante del Mediterraneo un oscuro triangolo alla Highsmith, tessuto tra una fascinosa coppia americana (Viggo Mortensen e Kirsten Dunst) e un equivoco giovane connazionale (Oscar Isaac). Ricchezza e bellezza, segreti e bugie.
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