«In via Vespucci solo per un anno»

4 Settembre 2015

Rapposelli (Forza Italia): la sede della succursale del liceo da Vinci è provvisoria

PESCARA. La succursale del liceo scientifico Leonardo da Vinci, come deciso da una delibera della giunta comunale, rimarrà in via Vespucci. «Ma solo per un anno», rivela il consigliere comunala di Forza Italia, Fabrizio Rapposelli, il quale nel passato governo provinciale di centrodestra era titolare della delega all’edilizia scolastica.

«L’attuale amministrazione», spiega l’esponente forzista, «non dice le cose come stanno, in quanto la soluzione trovata in via Vespucci, al di là della contraddizione che contiene, è temporanea e gli studenti dei genitori lo devono sapere. Intanto è contraddittoria, la soluzione», osserva Rapposelli, «se si guarda all’iter amministrativo che è stato seguito. Infatti prima la Provincia stabilisce, dopo una verifica, che nei locali della sede principale di via Colle Marino gli spazi per gli studenti della succursale sono sufficienti, disdicendo dunque il contratto che la legava alla proprietaria dei locali della succursale; ma poi decide di firmare un nuovo contratto per l’affitto della succursale, seppur meno oneroso di quello precedente, pari a 30 mila euro, per un anno.

In sostanza», prosegue Rapposelli, «prima la Provincia decide di risparmiare ritenendo compatibile il numero degli studenti della succursale del liceo con gli spazi presenti nella sede centrale di via Colle Marino, ma poi fa marcia indietro e firma un nuovo contratto d’affitto per far rimanere gli studenti in via Vespucci. Il nuovo contratto, ora, è partito dall’1 settembre e durerà fino al 30 giugno, con una formula che non prevede spese, per la Provincia, dall’1 settembre fino al 31 dicembre 2015, ma che costerà 30mila euro dal giorno dopo fino alla fine del giugno 2016. Dopodiché, l’anno prossimo, per gli studenti del da Vinci si ritornerà ad essere in una situazione in cui non si avrà una propria sede».

Ma Rapposelli interviene anche sulle vicende dell’istituto alberghiero De Cecco, il quale è stato frazionato in sei sedi diverse per poter dare ospitalità a tutti gli studenti. Una situazione per quale insegnanti e lavoratori dell’istituto hanno annunciato proteste, minacciando di far lezione in strada. «Per l’alberghiero», precisa Rapposelli, «non si è percorsa l’unica via che si sarebbe dovuta percorrere: l’acquisizione dell’asilo Fellini di via Italica, la quale avrebbe garantite alla scuola da otto a dieci aule».

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