Incendio alla Pineta, spuntano undici anni di esposti al Comune

Un cittadino segnala dal 2010 il rischio di roghi nella zona di via Pantini a causa dell’erba molto alta Intanto le Ferrovie fanno sapere: «La manutenzione sull’intera linea viene fatta costantemente»
PESCARA. Ogni anno una segnalazione. Mariano Camplone, un residente della zona della pineta che vive in via Pantini 72, dal 2010 in poi ha preso l’abitudine di scrivere a Palazzo di città e al comando di polizia municipale per chiedere di «attivare immediatamente le procedure per la bonifica delle aree» circostanti la sua proprietà, considerato che la mancata pulizia «crea disagi a molte famiglie della zona e toglie il naturale decoro al posto più bello della città», come si legge nei documenti recapitati al Comune. In quella paginetta si parlava, tra l’altro, dell’ «alto rischio di incendi della zona», considerato che «dal 1985 al 2000 ci sono stati almeno tre roghi», come ricorda oggi, all’indomani dell’incendio che, domenica scorsa, è arrivato fin sotto casa sua e ha divorato una parte della pineta e altri terreni, terrorizzando la città.
L’ultima missiva di questo cittadino, sempre dello stesso tenore, risale a pochi mesi fa, maggio 2021, mentre a luglio del 2020 Camplone, che ha 67 anni e vive lì da 35 anni, ha segnalato al Comune anche «la mancata bonifica delle zone di pertinenza delle Ferrovie, addossate sul secondo tratto sud di via Pantini» facendo notare «la grossa influenza negativa» di questa situazione «sulle proprietà dei residenti che vedono i loro terreni sempre più invasi da rovi, erbacce, topi, zanzare, bisce». Proprio sul tratto di ferrovia che corre alle spalle della pineta si sono concentrate nei giorni scorsi le indagini dei carabinieri forestali che si stanno occupando di risalire alle cause del rogo scoppiato in più punti, in base a una ipotesi investigativa, nella porzione che corre tra via Terra Vergine e la Tangenziale, tra le 14 e le 14,15, dopo il passaggio di un treno.
Rfi, dal canto suo, garantisce che «lo sfalcio viene garantito sistematicamente, in funzione del tipo di linea», considerato che il bisogno di manutenzione è diverso per cui anche la frequenza è diversa. Si tratta di interventi di manutenzione «programmati, che vengono eseguiti sui 16.700 chilometri» di ferrovia «nella fascia di competenza».
Dopo il rogo interviene la Stazione ornitologica abruzzese, presieduta da Massimo Pellegrini, che respinge la proposta dell’Ordine degli Agronomi di «togliere il vincolo di riserva naturale alla pineta» e suggerisce, invece, di «puntare sulla prevenzione (punti di osservazione; telecamere ecc.) e sull'immediato intervento, visto che eliminare il sottobosco non eliminerebbe il rischio incendi». I temi legati alla pineta saranno al centro di una riflessione che oggi prenderà il via alle 18.30: davanti al cancello della Riserva, si ritroveranno cittadini e associazioni.

