Inchiesta Grandi eventi: la Asl sarà parte civile

La prima udienza in programma ieri è saltata, tutto rinviato al prossimo 12 marzo Intanto l’azienda sanitaria chiede di entrare nel processo per l’assunzione sospetta
PESCARA. L'omessa notifica a due società coinvolte fa saltare la prima udienza preliminare dello scandalo “Grandi eventi”, l'inchiesta sugli appalti affidati direttamente dal Comune di Pescara (in un arco di tempo che va dal 2014 al 2019) a due imprenditori dello spettacolo, Andrea Cipolla e Cristian Summa, con la presunta complicità dell'ex assessore al turismo, Giacomo Cuzzi, ritenuto il principale protagonista della vicenda giudiziaria. Procedimento che vede imputati anche l'ex assessore Simona Di Carlo, l'allora segretario cittadino del Pd nonché dirigente della Asl, Moreno Di Pietrantonio, Gianfranco Berardinelli (socio di Cipolla), Alessandro Michetti, rappresentante legale della società Elite Agency Group, e la funzionaria della Asl, Lelia Colucci (l’unica presente ieri in aula).
Il gup Antonella Di Carlo ieri non ha potuto far altro che rinviare l’udienza al 12 marzo, concedendo però all’avvocato Alessandro Dioguardi, in rappresentanza della Asl, di depositare la costituzione di parte civile (che dovrà essere discussa nel corso della prossima udienza) nei confronti di Di Pietrantonio, Di Carlo e Colucci, in relazione a uno specifico capo di imputazione che riguarda uno dei tre filoni di indagine costruiti dal pm Luca Sciarretta, che ha coordinato le complesse indagini svolte dalla guardia di finanza con il colonnello Luca Lauro: quello sull’assunzione “pilotata” della Di Carlo alla Asl con un bando costruito ad hoc per lei, con requisiti che soltanto Di Carlo poteva avere. Un altro filone riguarda invece gli affidamenti diretti di 21 gare per manifestazioni e concerti a Cipolla (per un importo complessivo di circa un milione e 900 mila euro), senza gare di appalto o convocazione di più società per valutare quella eventualmente più conveniente visto che, stando all'accusa, Cipolla era soltanto un promoter come altri, non un esclusivista di artisti.
L’ultimo filone che il gup dovrà esaminare è quello sui presunti favori all'imprenditore Cristian Summa, secondo l’accusa favorito per la realizzazione di una decina di progetti per complessivi 190 mila euro: filone dove sono coinvolti Cuzzi, Di Carlo e Di Pietrantonio. Agli otto indagati si aggiungono poi quattro società come persone giuridiche. Le ipotesi di reato vanno dalla corruzione alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, dalla turbata libertà degli incanti al finanziamento illecito dei partiti. La corruzione, con presunti favori in cambio di contributi elettorali, è comunque l'accusa che guida quasi tutta l'inchiesta, che può contare anche su una gran mole di intercettazioni telefoniche e ambientali. Proprio per questo il 12 marzo il giudice dovrebbe affidare l'incarico ad un perito per la trascrizione di tutte quelle intercettazioni (circa 300): consulenza che potrebbe far rinviare a fine giugno l'entrata nel merito delle vicende oggetto di processo, salvo richiesta di eventuali riti alternativi.
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