Inchiesta su 5 anni di concerti La Finanza ritorna in Comune

PESCARA. La Finanza è tornata in Comune ieri mattina per acquisire altre carte nell’ambito dell’inchiesta su 5 anni di concerti che vede tra i 6 indagati, per abuso d’ufficio e turbativa d’asta, l’ex...
PESCARA. La Finanza è tornata in Comune ieri mattina per acquisire altre carte nell’ambito dell’inchiesta su 5 anni di concerti che vede tra i 6 indagati, per abuso d’ufficio e turbativa d’asta, l’ex assessore al Turismo e ai Grandi Eventi Giacomo Cuzzi.
Nell’inchiesta sono finiti anche i titolari di ditte che avrebbero fornito servizi legati alle esibizioni degli artisti e che, secondo la procura, avrebbero goduto di una corsia privilegiata grazie all’ex assessore.
Anche l’ultimo concerto, quello di Laura Pausini e Biagio Antonacci, è finito nel mirino delle fiamme gialle nell’ambito del contrasto ai traffici e alle attività illecite.
I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno individuato alcuni ambulanti intenti a vendere, nei piazzali antistanti lo stadio, fascette/bandane contraffatte, al prezzo di 5 euro ciascuna, recanti i marchi dei cantanti, in violazione delle norme che tutelano i diritti d’immagine e i marchi registrati.
I controlli effettuati fino alla conclusione dell’evento hanno consentito di sottoporre a sequestro un centinaio di fascette (sciarpe, bandane) e di denunciare all’autorità giudiziaria 7 soggetti (tutti campani gravati da precedenti penali specifici e anche in materia di sostanze stupefacenti), per il reato di “introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi”, che, codice penale alla mano, prevede fino a quattro anni di reclusione e multe fino a 35mila euro.
Altre analoghe attività di contrasto alla contraffazione erano già state portate a termine nei giorni scorsi dai militari che avevano individuato, all’interno del mercato rionale settimanale nella zona dello stadio Adriatico, un’intera area adibita esclusivamente alla vendita di borse e calzature contraffatte da parte di cittadini extracomunitari.
Al termine delle operazioni, sono stati sequestrati oltre mille articoli, soprattutto borse e scarpe riproducenti noti marchi.
Nel corso dei controlli che sono stati effettuati dalle fiamme gialle, è stato anche individuato e denunciato un cittadino senegalese che risultava non in regola con le norme sul soggiorno sul territorio nazionale.
La merce, una volta sul mercato, soprattutto in questo periodo estivo, avrebbe fruttato un incasso che è stato calcolato dagli investigatori in oltre 35mila euro.
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