Incidenti mortali, ecco le zone a rischio

Mappa dell’Istat: allarme rosso per Val Vomano, Fondovalle Trigno e Avezzano-Sora. Chieti la provincia con più vittime
PESCARA. È Pescara la provincia nella quale, nel 2018, si sono verificati più incidenti stradali (885), ma Chieti, invece, con i suoi 33 morti è quella dove è stato registrato il numero più alto di vittime. Sono alcuni dei numeri contenuti nel focus dell’Istat presentato ieri mattina a Pescara, nella sede della Prefettura, e che fotografa un Abruzzo del rischio individuando con precisione le strade più pericolose.
LA MAPPA DEL RISCHIO. «L’incidentalità», si legge nel documento, «rimane alta lungo la costa e nei comuni capoluogo di provincia. La pericolosità», invece, «è alta lungo la strada statale 150 Valle del Vomano, la strada statale 650 Fondo Valle del Trigno, e la strada statale 690 Avezzano-Sora». Complessivamente (vedi tabella in alto a destra), la mortalità è cresciuta in 37 comuni: tra questi, quelli a Nord del Teramano (da Alba Adriatica fino a Silvi), nel Pescarese (Montesilvano), area metropolitana Pescara-Chieti (asse attrezzato e autostrada), Popoli, nel Vastese e fino ai confini con il Molise, Atessa, Gissi, i comuni attraversati dalla Fondo Valle Trigno, la zona di Pescasseroli, Carsoli, Tagliacozzo, Avezzano-Celano, zona Campotosto. L’indice di mortalità è cresciuto nei comuni di Chieti e Teramo, è stabile a Pescara e diminuisce all’Aquila. Complessivamente, in Abruzzo, il 42% degli incidenti avviene nei poli urbani. Considerando anche le cosiddette “aree di cintura” si arriva al 74%. Nei comuni delle aree interne, dove le distanze superano i 20 minuti di percorrenza dai poli urbani gli incidenti rappresentano il 25% del totale.
I NUMERI. Nel 2018 in Abruzzo si sono verificati 3.145 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 76 persone e il ferimento di altre 4.683. Rispetto all’anno precedente gli incidenti sono aumentati del 6,8%, così come i feriti (6,6%) e le vittime della strada (10,1%). Dati in decisa controtendenza rispetto a quanto accade in Italia. Unico elemento positivo, in questo quadro, è rappresentato dal fatto che gli utenti più vulnerabili come bambini, giovani e anziani che in Abruzzo sono morti a causa di un incidente stradale è inferiore alla media nazionale (42,1% contro il 45,3%). Diminuita anche la percentuale dei pedoni falciati sull’asfalto, che è passata dal 12,7% all’11,9%, mentre nel resto del Paese è aumentata. A livello provinciale, dopo Pescara è Teramo il territorio dove si sono verificati più incidenti (848), seguita da Chieti (814) e L’Aquila (598). In quanto al numero di vittime dopo Chieti ci sono Teramo (19), Pescara (13) e L’Aquila (11).
IL COSTO SOCIALE. Ammonta a 346 milioni di euro (261,7 euro pro-capite), il costo che grava sulla collettività abruzzese, che si trova a sostenere gli oneri derivanti da incidenti che causano danni a persone e cose. È il 2% sul totale nazionale.
ATTENTI AI RETTILINEI. Il 65,3% del totale degli incidenti (2.055) del 2018 si è verificato su strade urbane, e ha provocato 31 morti (40,8%) del totale e 2.879 feriti. Gli incidenti peggiori, però, avvengono lungo le strade extraurbane (4,5 morti ogni 100 incidenti) e sulle autostrade (2,7 ogni 100 incidenti). Attenzione ai rettilinei lungo le strade urbane, perché è qui che avviene il 45,2 dei sinistri. Sulle strade extraurbane la percentuale sale al 47%. In prossimità degli incroci, invece, avviene il 22% dei sinistri. Sulle strade extraurbane il 26% si verifica in curva.
MESI E ORE. Gli incidenti aumentano in primavera ed estate. Tra maggio e settembre ne sono avvenuti 1.521, il 48% dell’anno di riferimento, e sono costati la vita a 44 persone. Più del 75% si verifica tra le 8 e le 20, ma l’indice di mortalità è più elevato nelle ore notturne. Vale la pena ricordare che il venerdì e sabato notte si verifica io 43% degli incidenti notturni, il 54% delle vittime e il 43 dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni, ricorda l’Istat, è di 4,8 decessi per ogni 100 incidenti.
LE CAUSE. Mancato rispetto delle regole di precedenza, velocità elevata, guida distratta sono le prime tre cause di incidente. La tipologia più frequente è l’incidente frontale-laterale, che nel 2018 ha causato 15 vittime e 1.830 feriti), seguita dal tamponamento (2 morti e 858 feriti). Ma la tipologia di incidente più pericoloso, avverte l’Istat, è l’urto con ostacolo accidentale (7,3 morti ogni 100 incidenti). Sempre in tema di pericolosità, al secondo posto c’è lo scontro frontale (5,5) e la fuoriuscita dal veicolo (4,6). Infine, gli incidenti a veicoli isolati comportano una media di 4.5 decessi ogni cento sinistri.

