Montesilvano

Incredibile a Montesilvano: vivono da 40 anni nella stessa casa, ma per il postino sono introvabili

22 Aprile 2026

Il caso a Santa Filomena: la denuncia di una coppia di coniugi di quasi 80 anni, entrambi invalidi. Mancata consegna di corrispondenza e pacchi, ma anche di multe, tessere sanitarie e d’invalidità. «Ci siamo rivolti all’ufficio postale, ci hanno detto che la colpa è del Comune». E il sindacato accusa

MONTESILVANO. Vivono nella stessa casa dal 1988, ma da qualche mese il loro indirizzo risulta irreperibile e la loro corrispondenza, comprese tessere sanitarie e di invalidità, torna al mittente. È questo il disservizio lamentato da una coppia di coniugi di quasi 80 anni, entrambi invalidi, che da diverso tempo non ricevono più raccomandate, documenti importanti o classiche lettere da parte di amici e conoscenti.

A raccontarlo è Lorenzina Di Domenico che, insieme al marito Giovanni Carnosa, vive in via Verrotti, nel quartiere di Santa Filomena, dove non ha mai avuto problemi con la posta. «Tutto è iniziato da una multa ricevuta da mio marito che ci è stata consegnata da un messo comunale di Manoppello, spiegandoci che la consegna della contravvenzione a mezzo posta non era andata a buon fine perché il destinatario risultava irreperibile», spiega la donna. Nonostante l’abitazione sia in pieno centro e sia il civico che il nome dei coniugi sia ben indicato sul citofono, infatti, sembra che i portalettere non riescano a trovare l’indirizzo. Dopo la mancata ricezione della multa, episodi analoghi si sono verificati con le tessere sanitarie, mai arrivate a casa, costringendo i coniugi a rivolgersi direttamente alla Asl, con la tessera europea dell’invalidità richiesta dalla donna online all'Inps e tornata al mittente sempre per la motivazione del “destinatario irreperibile” e con un libro inviato per ben due volte da un amico della coppia e tornato indietro.

La famiglia Carnosa, che si è rivolta alle Poste di Montesilvano per avere notizie utili a risolvere il problema, sia personalmente che a mezzo pec, non ha ottenuto riscontro e ora sta valutando la possibilità di presentare un esposto per interruzione di pubblico servizio. «Alla pec non abbiamo ricevuto risposta, mentre recandoci agli uffici ci è stato detto di rivolgerci al Comune perché se il portalettere non trova il nostro indirizzo la colpa non è di Poste. Eppure abitiamo in questa casa da quasi 40 anni e non abbiamo mai avuto problemi, anche perché il numero civico, la scala e il cognome sono ben indicati, per cui evidentemente non c'è proprio la volontà di recapitare la posta».

A quanto pare, la famiglia Carnosa non è l’unica a subire questo disservizio, stando a quanto denuncia Giulio Cerasa, recentemente nominato segretario generale di Uil Fpc Abruzzo e Molise. «Dal 21 luglio 2025 a Montesilvano sono state soppresse 10 zone per altrettanti portalettere», evidenzia, «lasciando a 66 le attuali unità. Questi tagli stanno causando non solo disservizi agli utenti, che non si vedono recapitare la propria corrispondenza, ma anche esubero di lavoro, continue ore di straordinario e stress per i lavoratori che vengono spesso aggrediti verbalmente dai cittadini esasperati», dichiara. «Abbiamo segnalato più volte questa situazione divenuta ormai insostenibile, ma finora Poste si è sempre rivelata sorda nell’ascoltare le nostre istanze. Addirittura, da qualche giorno, sono arrivati 25 lavoratori con altrettanti mezzi da Roma per aiutare i colleghi di Montesilvano a smaltire la corrispondenza accumulata, con costi anche di soggiorno in città importanti e a noi sembra una scelta davvero incomprensibile». Il segretario generale di Uil Fpc Abruzzo e Molise chiede, quindi, che vengano ripristinate le zone soppresse e che si proceda, il prima possibile, a una revisione delle zone dal momento che, in alcuni casi, appaiono sproporzionate per mole di lavoro e relativi addetti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA