Indagati anche la madre e 2 medici

9 Maggio 2015

Chiusa l’inchiesta, l’accusa: i coniugi non hanno fornito notizie sulla patologia

PESCARA. Si è chiusa con quattro indagati l’inchiesta sulla morte del piccolo Maxim di 5 anni, ucciso dal papà Massimo Maravalle attualmente ricoverato in una casa di cura. Accanto a Maravalle, accusato dell’omicidio del figlio soffocato nel sonno il 18 luglio 2014 nella sua casa di via Petrarca, è coinvolta anche la moglie Patrizia Silvestri che la procura accusa di falso in concorso perché, come è scritto nel capo di imputazione, «quale coppia di coniugi che avevano presentato al tribunale per i minorenni dell’Aquila dichiarazione di disponibilità all’adozione internazionale con contestuale richiesta di relativa idoneità, nonostante l’esplicita richiesta per la ricostruzione di una compiuta anamnesi personale e familiare dalla psicologa, dall’assistenze sociale e dei servizi sociali del Comune», prosegue l’accusa, «la coppia Maravalle-Silvestri ha omesso nel corso dei colloqui di riferire e fornire notizie sui disturbi e sulla patologia pschiatrica di Maravalle inducendo in errore le funzionarie dei Servizi sociali che attestavano al presidente del tribunale dei minori l’inesistenza di disturbi». I due medici Giuliana Iachini, medico del Servizio di medicina legale e del lavoro della Asl di Pescara, e Fabio Panzieri, medico di base, sono indagati con l’accusa di falso. La prima, dice l’accusa, per aver «falsamente attestato che Maravalle era esente da difetti fisici e psichici» e il secondo, nelle vesti di medico di base della famiglia, «per aver redatto due certificati e attestato falsamente nelle parti conclusive per il candidato genitore Maravalle la testuale dicitura “Patologia non rilevata”». Gli indagati, a partire dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, avranno venti giorni di tempo per presentare memorie, chiedere di essere interrogati e svolgere indagini difensive. (p.au.)

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