«Indennità bloccata Salvini e Mattarella devono aiutarmi»

3 Gennaio 2019

PESCARA. Si è rivolto al Tribunale, ma non è bastato. E ora vuole chiedere aiuto al ministro dell’interno Matteo Salvini e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per risolvere una questione...

PESCARA. Si è rivolto al Tribunale, ma non è bastato. E ora vuole chiedere aiuto al ministro dell’interno Matteo Salvini e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per risolvere una questione che appare irrisolvibile. Giuseppe Ciano, invalido civile al 75%, combatte da tempo contro la burocrazia per conto della madre, Ida Biondi, che ha quasi 88 anni (da compiere a fine mese). La donna, ormai in fin di vita per una serie di patologie gravi, ha ottenuto negli anni passati l’indennità di accompagnamento ma le è stata revocata nel 2017 e, a seguito di un ricorso, si è vista riconoscere di nuovo questo questa forma di sostegno. Però, qui è il nodo da sciogliere, l’accredito tanto atteso da parte dell’Inps non è ancora arrivato.
Ciano non ce la fa più a fronteggiare da solo questa battaglia burocratica che pare senza fine. «L’accompagnamento, spiega, è stato revocato a mia madre a maggio del 2017 dopo la visita della commissione sanitaria di verifica dell’Inps. All’epoca fu confermata l’invalidità al 100 per cento di mia madre (che si muoveva in carrozzella e aveva una serie di patologie certificate) ma l’indennità, per un importo di 500 euro al mese, le fu revocata. Mi sono sentito costretto a presentare ricorso, considerate le sue condizioni di allora, che poi si sono ulteriormente aggravate. E dopo un anno il giudizio si è concluso a mio favore». Una volta ottenuto il pronunciamento del giudice, Ciano ha cercato di sapere dall’Inps i tempi di erogazione delle somme. Non è stato semplice. «Sono andato più volte negli uffici di Pescara e mi sono rivolto anche a quelli di Roma. Ho avuto rassicurazioni proprio dalla Capitale sulla chiusura della pratica (che sarebbe avvenuta all’inizio di dicembre) e mi è stato annunciato il ripristino dell’erogazione dei 517 euro dell’accompagnamento. Ma mia madre sta continuando a percepire solo la pensione ordinaria». Ciano, seppur sfinito da questa vicenda, è pronto a continuare la sua battaglia. «Ho speso una marea di soldi per la cura e l’assistenza di mia madre che si sta spegnendo lentamente, e ho dilapidato tutti i miei risparmi. Sono arrivato a supplicare l’Inps, pur di vedere riconosciuto questo diritto» ma fino a ieri (data dell’annunciato pagamento) non è stato accreditato niente, se non la pensione ordinaria. «Sono disposto ad attendere solo questa settimana: chiedo di avere tutte le somme che ci sono state riconosciute, comprensive degli arretrati (8260 euro in tutto, da ottobre 2017), dopodiché sono pronto a rivolgermi alla Procura della Repubblica», conclude caparbio Ciano. (f.bu.)