«Inevitabile l’aumento di tasse e tariffe»

5 Marzo 2015

San Giovanni Teatino, l’amministrazione Marinucci spiega come saranno salvati 50 addetti della Fb

SAN GIOVANNI TEATINO. «Lo sforzo che sta facendo l'amministrazione è fin oltre i propri limiti. Ci preme ricordare che in ballo ci sono risorse pubbliche e il mantenimento delle condizioni attuali, salvaguardare tutti i servizi, le forze lavoro impiegate, oltre che la loro natura pubblica, prevede già uno sforzo dei cittadini stessi in termini di tasse e pagamento delle tariffe per i servizi, i cui costi saranno rivisti».

Passerà attraverso una revisione, in aumento, delle imposte e delle tariffe a carico dei cittadini, l’operazione di salvaguardia della gestione interamente pubblica e del personale dei servizi di San Giovanni Teatino, con il passaggio dalla Fb Servizi, ormai fuori gioco, alla Sgt Multiservizi, che oggi riceverà il mandato dal Consiglio comunale con l’approvazione del contratto quadro.

Che la conservazione dei livelli attuali, dei servizi e relativi addetti, costerà caro alla collettività lo ammettono lo stesso sindaco, Luciano Marinucci, e i suoi assessori in una lettera aperta diffusa ieri. Dopo il no dei lavoratori al piano industriale che, pur con il cambio del contratto collettivo di riferimento (dal commercio al multiservizi), prevede il ricollocamento di tutti nella nuova partecipata, tranne dei tre quadri dirigenti della Fb, gli amministratori hanno deciso di rompere il silenzio. In sostanza, il Comune non farà dietrofront, con o senza il placet dei sindacati. «Andremo comunque avanti, anche senza l'accordo sindacale. La legge lo prevede, anche se la delusione sarebbe forte e gli impegni assunti al tavolo subiranno senz'altro delle modifiche. Se non si dovesse trovare l’intesa, ci sarebbe molta amarezza nel constatare che una trattativa impostata a salvaguardia della collettività, nel rispetto delle regole delle relazioni industriali, fallisca per difendere ottusamente personalismi che non porteranno beneficio a nessuno. Come amministratori, siamo e ci sentiamo responsabili di come questi soldi vengono impiegati e non possiamo tollerare ulteriori sprechi».

Ormai è evidente che non potrebbe nemmeno permetterselo il Comune di fare un’operazione del genere, accollandosi più di 50 persone, mentre da Roma continuano ad arrivare fax che annunciano nuovi tagli. Non potrebbe permetterselo ancor più in considerazione del fatto che la Fb lascia un’eredità di conti fuori controllo, debiti certi e crediti parecchio incerti, passivi che dovranno essere risanati a spese dei contribuenti, ma la scelta di non privatizzare e di tentare la strada di una nuova società partecipata, meno carrozzone rispetto al passato, con criteri gestionali differenti e più sotto il diretto controllo del Comune è stata fatta per salvare i posti di lavoro.

Gabriella Di Lorito

©RIPRODUZIONE RISERVATA