Infarto sul volo per Palermo Donna salvata da tre abruzzesi

11 Agosto 2021

Sono due fisioterapisti di 25 e 28 anni e una 25enne laureata in Chimica farmaceutica Con altri tre passeggeri hanno soccorso la paziente fino all’atterraggio in Sicilia 

PESCARA. Il volo per Palermo decolla da Pescara alle 17,30. Nemmeno una ventina di minuti dopo una passeggera viene colta da un attacco cardiaco. Si è risolto nel migliore dei modi l'episodio accaduto lunedì sera sul volo Pescara - Palermo. Una donna si è sentita male qualche minuto dopo la partenza del volo Volotea. L'intervento provvidenziale di alcuni passeggeri è riuscito a salvarle la vita. I viaggiatori, sei tra medici e operatori sanitari, si sono subito dati da fare per rianimarla. L’intervento è andato avanti per tutto il volo e all’arrivo allo scalo di Palermo la donna è stata prima ulteriormente stabilizzata dal personale di pronto soccorso dell’aeroporto e poi portata all’ospedale Villa Sofia con un'ambulanza.
A diffondere la notizia è stato l’aeroporto di Palermo che con un post su Facebook ha ringraziato «i medici (angeli) per il pronto intervento effettuato in volo e l’equipaggio del volo. Purtroppo, conosciamo il nome solo di quattro medici: Francesco Giardinelli, Antonio Cavataio, Germano Di Credico, Barbara De Curtis. Bravi».
«Avevamo iniziato il viaggio da poco», ricostruisce Francesco Giardinelli, 28 anni fisioterapista di Chieti, sul volo per Palermo per una vacanza di una settimana insieme alla fidanzata Barbara De Curtis, pescarese, 25 anni laureata in Chimica e tecnologie farmaceutiche e ad Antonio Cavataio, chinesiologo, studente di fisioterapia, 25 anni, di Cinisi (in provincia di Palermo), tutti e tre residenti in Abruzzo. «A un certo punto abbiamo sentito la richiesta di intervento di un medico, perché la signora aveva accusato il malore». Il primo a intervenire è un anestesista, di cui non si conosce il nome, seguito immediatamente dai tre ragazzi di Pescara, da Germano Di Credico, medico cardiochirurgo e da un rianimatore, anche lui rimasto anonimo. «Mi sono subito alzato perché quando ho visto che l'anestesista aveva cominciato a fare il massaggio cardiaco ho pensato sarebbe stato importante dargli il cambio», continua Francesco che insieme ad Antonio aveva seguito un corso di primo soccorso. E ognuno ha assunto un ruolo ben preciso. «Di Credico si è occupato della ventilazione, Barbara della gestione organizzativa, mentre io, Antonio e gli altri due medici ci davamo il cambio sulla paziente. Tutti quanti dalle hostess, agli altri passeggeri sono stati spettacolari. Ognuno ha fatto la sua parte nella maniera più precisa possibile e tutto questo è stato importante per riuscire a salvare la signora in una posizione scomoda, in uno spazio piccolissimo. Per fortuna quando siamo scesi dall'aereo aveva ripreso conoscenza, ed è stato fondamentale l'intervento immediato anche dei soccorsi dello scalo e del 118 che hanno ulteriormente stabilizzato la paziente». (cr.pe.)