Infermieri, c’è l’esposto in Procura

19 Novembre 2015

Collegio professionale alla paralisi. Il presidente attacca alcuni consiglieri

PESCARA. La paralisi amministrativa e istituzionale che da qualche mese accompagna il collegio degli infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia (Ipasvi) di Pescara, è finita all’attenzione della Federazione nazionale, del ministero della Salute e anche della Procura della Repubblica. Il presidente del collegio, Gianluca Del Poeta, eletto a novembre 2014 alla guida di un consiglio «rinnovato per il 95% rispetto al passato», si ritrova oggi con una maggioranza risicata che non riesce a portare avanti le attività inserite nel piano triennale ed è stato avviato l’iter per il commissariamento, su cui deve pronunciarsi il ministero.

Di fatto non si va più avanti, dice Del Poeta, «a causa del comportamento scorretto e ostruzionistico di alcuni consiglieri», anche quelli che un tempo facevano parte della sua maggioranza. Tra mancate partecipazioni alle sedute, abbandono dei lavori e voti contrari, riconducibili a otto dei quindici consiglieri, sono rimasti al palo diversi punti importanti: «Non è stato possibile iscrivere i neolaureati in tempi rapidi all’albo, non consentendo loro di partecipare ai concorsi pubblici, non è stato possibile presentare le richieste da inserire nel Piano sanitario regionale, contrariamente alle altre province, e di recente è stato bocciato un evento formativo. A maggio si è perfino tentato di far saltare una iniziativa benefica in favore del Nepal. Il tutto», commenta, «avviene a danno degli iscritti (circa 2.200) e della cittadinanza, che noi dobbiamo tutelare». Stando così le cose Del Poeta ha «sentito il dovere», dice, di «presentare un esposto alla Procura sui comportamenti di chi tende alla paralisi e sui fatti relativi agli anni precedenti». Per superare l’impasse è stata coinvolta la Federazione nazionale che ha rimesso una relazione al ministero e ha chiesto al collegio «di continuare l’attività, ma non è possibile perché ce lo impediscono», prosegue Del Poeta ricordando di aver sollecitato «delle azioni disciplinari e un’indagine interna sul passato. La strada che abbiamo voluto seguire è stata quella della trasparenza, e basti vedere il nostro sito. Abbiamo approvato, poi, un Regolamento sul funzionamento degli organi collegiali, che prima non c’era, istituito commissioni e gruppi di lavoro» ma sono bloccati, sempre per gli stessi motivi, in realtà non chiari. «Qualsiasi sia la ragione dei contrasti interni», conclude, «non giustifica questi comportamenti. E quando abbiamo proposto di rimettere le cariche, la risposta è stata negativa». (f.bu.)

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