infrastrutture

18 Febbraio 2020

Sarà sottoscritto il prossimo 3 marzo, nella sede del Ministero delle infrastrutture, il protocollo d’intesa fra le Regioni Lazio e Abruzzo sul potenziamento del collegamento ferroviario Roma-Pescara....

Sarà sottoscritto il prossimo 3 marzo, nella sede del Ministero delle infrastrutture, il protocollo d’intesa fra le Regioni Lazio e Abruzzo sul potenziamento del collegamento ferroviario Roma-Pescara. Lo ha detto ieri il presidente della Regione, Marco Marsilio, che ha partecipato all’incontro fra i sindaci abruzzesi e il ministro delle infrastrutture, Paola De Micheli. «Sul tema delle infrastrutture denunciamo il fatto che dopo gli anni Ottanta, quando furono realizzate le grandi infrastrutture, oggi siamo ancora un po’ indietro, ma soprattutto nel tempo», ha detto Marsilio, «si è creata una differenza che non è più solo fra Nord e Sud, ma si sta amplificando anche un divario fra Italia Occidentale e Orientale, fra il lato tirrenico e quello Adriatico e noi nel centro-sud subiamo una doppia penalizzazione, con l'Abruzzo regione di snodo fra nord e sud e fra est e ovest». Per questo motivo, ha aggiunto, Marsilio, « per il nostro territorio invochiamo a gran voce un importante e fattivo intervento e interesse del Governo. Si parla, in merito ai fondi per 30 miliardi per il Sud, in modo generico di ammodernamento della SS 16, della SS 17 e della Pedemontana. Credo che sia un po’ poco e, quindi, sotto questo punto di vista c'è molto più da fare. Devo comunque dare atto al ministro», ha aggiunto Marsilio, «di aver raccolto subito il nostro appello riguardo al protocollo sottoposto al presidente della Regione Lazio, Zingaretti, sul collegamento ferroviario Roma-Pescara. Questo protocollo sarà sottoscritto il prossimo 3 marzo , per avere i finanziamenti per la progettazione verso il potenziamento della ferrovia Pescara-Roma».
Di trasversalità e di porti si è parlato anche a Chieti in un incontro del ministro con i sindacati e il sistema delle imprese. La De Micheli ha sottolineato che nel Paese non c’è una percezione generalizzata dell’importanza dei porti, eppure, ha detto, basta guardare alle aree retroportuali per capire quale elemento di sviluppo sono per un territorio.