Insegue il rapinatore e lo fa arrestare
Via Ciglia, presa di mira la farmacia. Il titolare: «Non ho avuto paura, mi sono fatto scudo con lo sgabello e l’ho affrontato»
PESCARA. «Dammi tutti i soldi, subito». Poche parole, lapidarie, mentre con le forbici ha minacciato i dipendenti della farmacia Pescaranuova, in via Cetteo Ciglia, piombando dietro al bancone e arraffando dalla cassa circa 300 euro dell’incasso. Quello che il ladro, Ruggiero Tupputi di Barletta, 56 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine non si aspettava, era la reazione coraggiosa del titolare dell’attività Giovanni Colicchia. Il farmacista, sbucato dal magazzino sul retro, ha preso in mano uno sgabello e ha iniziato a urlare contro il rapinatore, riuscendo così nell’impresa di mettere in fuga il bandito: «Vattene via, te ne devi andare», gli ha urlato, correndogli dietro fino all’ingresso dell’attività e intimandogli di non tornare più.
La rapina è avvenuta nel pomeriggio di venerdì, poco dopo le 17, in una zona alle spalle di via Tiburtina non nuova a episodi del genere. «Non ho avuto paura», racconta il titolare della farmacia, Colicchia, «ho i nervi saldi, in due anni di attività ho subito due furti e una rapina a mano armata. Ho temuto solo per la tirocinante che in quel momento era dietro al bancone e che si è vista le forbici puntate contro, per questo ho preso lo sgabello e l’ho usato per farmi scudo». Sono stati gli stessi dipendenti della farmacia Pescaranuova a contattare la polizia, negli attimi successivi al colpo, fornendo una descrizione dettagliata del ladro e indicando la direzione precisa in cui si era allontanato. Per i poliziotti della Volante, guidata dal dirigente Pierpaolo Varrasso, in collaborazione con il reparto prevenzione crimine e con la Mobile, è stato semplicissimo individuare il rapinatore, nonostante il volto coperto da un passamontagna e il cappuccio della felpa tirato sulla testa. Una ventina di minuti dopo, il 56enne era già stato fermato e arrestato: ora deve rispondere del reato di rapina aggravata. Dopo la stesura degli atti di rito, è stato accompagnato nel carcere di San Donato, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
A inchiodare il bandito, oltre alla testimonianza del personale della farmacia, sono le telecamere di sorveglianza dell’attività commerciale che hanno inquadrato perfettamente la scena. L’indagine lampo dei poliziotti si è concentrata immediatamente sulle possibili vie di fuga presenti nella zona e sui diversi stabili in abbandono. Proprio all’interno di un palazzo incompiuto in via Tavo, gli agenti hanno identificato l’uomo, con problemi di deambulazione come segnalato dai testimoni, un fattore che ha insospettito maggiormente gli operatori delle forze dell’ordine. Dagli ulteriori accertamenti, gli agenti hanno scoperto tra i rifiuti i capi di abbigliamento indossati dal bandito, dei quali aveva tentato di disfarsi subito dopo il colpo. Recuperati, dunque, i pantaloni, la felpa blu e il passamontagna. Le scarpe, di cui non si era disfatto e che indossava nel momento in cui è stato bloccato dai poliziotti, corrispondevano a quelle del rapinatore, come è stato possibile verificare dall’incrocio con i filmati delle telecamere. Un ulteriore elemento è venuto fuori dalla perquisizione personale: addosono sono stati trovati e sequestrati i soldi prelevati dal cassetto del registratore di cassa, una somma di circa 300 euro.
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