Insulti in aula tra Pagnanelli e i 5 Stelle

Durissimo scambio di accuse tra le consigliere grilline e il presidente dell’assemblea: «Non ci fai parlare». «Siete eversive»
PESCARA. «Presidente, lei non rispetta il regolamento». «Non è vero, smettetela, siete delle eversive». Erano passate da poco le 18,30, quando ieri pomeriggio in consiglio comunale è scoppiata la bagarre. Una lite, tra le consigliere dei 5 Stelle Enrica Sabatini ed Erika Alessandrini e il presidente dell’assemblea civica Francesco Pagnanelli, definita da alcuni politici di lungo corso senza precedenti, ha trasformato l’aula in un ring, dove sono volati scambi di accuse e insulti.
In quel momento, in consiglio si stava esaminando il bilancio consolidato del Comune, approvato poi in serata dall’aula.
LA LITE IN MATTINATA. Ma il durissimo scontro era già cominciato nella mattinata, durante la discussione sul progetto di riqualificazione delle aree di risulta. Progetto che, tra l’altro, sta suscitando forti perplessità anche tra alcuni consiglieri di maggioranza. Al punto tale che era stata convocata per il pomeriggio di ieri una riunione tra maggioranza e opposizione per parlare di eventuali modifiche. Riunione poi saltata e rinviata a questa mattina.
Le consigliere del Movimento 5 Stelle sono andate su tutte le furie quando Pagnanelli ha annunciato in aula di aver accorpato 50 emendamenti alla delibera sulle aree di risulta presentati dalla Sabatini e dalla Alessandrini. «Presidente, così ci ha impedito di discutere i singoli emendamenti», ha contestato la Sabatini, «in questo modo i consiglieri come fanno a conoscere le proposte di modifica e come faranno a votarle? Stiamo parlando di un provvedimento che inciderà pesantemente sulla città per i prossimi 20 anni e le cifre sono importanti». Stesse accuse sono arrivate dalla Alessandrini. E il presidente ha tolto la parola alle consigliere perché, a suo dire, avevano superato il tempo massimo concesso per gli interventi. La discussione sulle aree di risulta si è poi conclusa alle ore di pranzo e rimandata ad oggi, perché per il pomeriggio era stata convocata la seduta dedicata al bilancio consolidato.
VOLANO GLI INSULTI. I consiglieri sarebbero dovuti tornare in aula alle 17,30. Ma, a causa dei ritardatari, i lavori sono ripresi alle 18,30, facendo così saltare la riunione tra maggioranza e opposizione sulle aree di risulta che si sarebbe dovuta tenere alle 18, dopo una sospensione dei lavori dell’aula. La tensione accumulata in mattinata dalle consigliere M5S è esplosa all’improvviso a causa del ritardo nell’avvio del consiglio comunale sul bilancio. «Non si sopporta più una situazione del genere», ha detto la Alessandrini, «la seduta è cominciata con un’ora di ritardo, ieri pomeriggio era addirittura saltata». Gli insulti in aula sono volati quando il presidente ha impedito la discussione di 90 emendamenti al bilancio dei 5 Stelle. «Ci ha detto che era un attacco all’istituzione da lui rappresentata», ha fatto presente la Alessandrini, «che mortificavamo la sua gestione, che eravamo delle eversive e che dovevamo uscire dall’aula. Cosa che noi abbiamo fatto subito dopo per non votare il bilancio».
Non si è fatta attendere la replica di Pagnanelli, al termine della seduta. «Le consigliere dei 5 Stelle hanno offeso la presidenza», ha osservato, «io rappresento un’istituzione e una cosa del genere non era mai accaduta in questi anni. Convocherò l’ufficio di presidenza per sentire le registrazioni audio del consiglio e verificare se siano state pronunciate ingiurie o ci siano comportamenti censurabili».
ALTRI NO AL PROGETTO. Anche all’interno della maggioranza spuntano alcuni no al progetto per le aree di risulta. «Abbiamo 12 milioni della Regione per realizzare i silos per i parcheggi e il terminal dei bus», ha affermato Giuseppe Bruno (Liberali), «per il parco centrale si può aspettare. Così evitiamo di affidare i parcheggi del centro ai privati per 20 anni». «La maggioranza è spaccata», ha aggiunto Marcello Antonelli (Forza Italia), «stiamo pensando a una mozione di sfiducia al sindaco per vedere chi la voterà nel centrosinistra».
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