«Integrazione, nessuno qui è straniero»

Circa duecento persone tra africani, arabi e italiani hanno partecipato alla manifestazione. «Sì al modello Sprar»
MONTESILVANO. Un corteo festoso composto da italiani, africani, arabi, bambini, anziani, rappresentanti di associazioni ma anche gente comune. E’ quello che si è snodato, ieri pomeriggio, dal lungomare fino a piazza Diaz, accompagnato dagli striscioni “Noi siamo qui”, nome dell’evento scritto in cinque lingue diverse, e “Qui nessuno mi è straniero”.
A promuovere la manifestazione le tre sigle sindacali e una trentina di associazioni di stranieri e a tutela dei diritti umani, oltre a gruppi politici di sinistra. Obiettivo dell’evento: manifestare contro il Decreto sicurezza e chiedere parità di diritti. E così, oltre 150 persone hanno marciato – o meglio ballato e cantato – lungo le strade del centro fino ad arrivare nella piazza del Comune dove era stato allestito un palco dedicato agli interventi. Non prima, però, di un ultimo canto tradizionale intonato da una ventina di africani, accompagnati dai tamburi, per ricordare che «non dobbiamo avere preoccupazioni, ma solo fare il nostro dovere». A spiegare le motivazioni dell’appuntamento Patrick Guobadia, responsabile regionale immigrazione della Cgil e moderatore del dibattito, durante il quale alcuni immigrati hanno raccontato il loro viaggio della speranza, come Omar, diciannovenne del Gambia. «Vogliamo difendere l’articolo 3 della Costituzione che dice che abbiamo tutti pari dignità e diritti indipendentemente da razza, religione, sesso. E vogliamo dire no a questo Decreto che secondo noi è di insicurezza, perché metterà tante persone fuori dai Centri di accoglienza». Goubadia spiega anche le ragioni della scelta di Montesilvano. «Dopo la prima edizione a Pescara, abbiamo scelto Montesilvano perché il sindaco sta facendo molto per l’integrazione attraverso lo Sprar, che è un modello che noi riteniamo giusto». Presente alla manifestazione anche la Caritas di Pescara-Penne che a Montesilvano gestisce, in sinergia con il Comune, lo Sprar. «Vediamo che c’è un clima complesso per cui vogliamo ricordare che insieme possiamo vivere su una terra che ci è stata data in dono, nel rispetto di diritti e doveri», spiega il vice direttore Corrado De Dominicis. A ricordare l’importanza dei cittadini stranieri per la crescita di Montesilvano è Corrado Di Sante di Rifondazione comunista. «E’ doveroso in questo clima di razzismo istituzionale dare spazio e voce a chi crede nell’umanità. Una curiosità: tutti rivendicano la propria montesilvanesità, ma dopo 35 anni una bimba è nata a Montesilvano e può avere sul proprio codice fiscale F646. Questa bimba è Anabel, ha origini nigeriane ed è nata nello Sprar». A presidiare la manifestazione anche decine di uomini tra polizia, carabinieri e polizia locale, ma il clima pacifico dell’evento non ha richiesto interventi.

