Interviene il comitato delle scuole
L’associazione della Valle Peligna: «Noi siamo pronti a impugnare la sentenza»
SULMONA. «Dopo qualche minuto di incredulità e sconcerto ci siamo sentiti telefonicamente e abbiamo deciso che non si può abbassare la testa di fronte a questa sentenza, annientando le speranze, uccidendo una seconda volta le 309 vittime e insultando il dolore delle famiglie e dei superstiti». Con queste parole il Comitato Scuole sicure Valle Peligna, nato nel 2016 dopo il terremoto di Amatrice, scende in campo con un'azione che, se non ha valore dal punto di vista legale, ne ha molto da quello simbolico. «La sentenza, se confermata nei successivi gradi di giudizio, può essere un pericoloso precedente» dice Barbara Zarrillo, giornalista e insegnante che insieme a Giorgio Pitassi, Alessandra Fuà, Carlo Fontana e Manuela Di Cesare fondò il gruppo, formato principalmente da genitori preoccupati per la stabilità di scuole e strutture pubbliche. Il comitato ha presieduto incontri tematici e promosso seminari a cui hanno partecipato anche i genitori dei bambini rimasti uccisi nel crollo della scuola di San Giuliano di Puglia (Campobasso) con il terremoto del 2002. «Siamo vicini alle famiglie delle vittime, siamo pronti a impugnare simbolicamente insieme a loro questa assurda sentenza, per questo abbiamo già preso contatti con l'avvocato Wania Della Vigna. Ci muoveremo in ogni modo lecito», continua Zarrillo, «per sensibilizzare le coscienze e scuotere le persone, affinché la nostra indignazione, il nostro grido di dissenso porti a una sentenza giusta».

