Intossicati dalla stufa a casa dei nonni

Il tempestivo intervento dei genitori dopo il malessere dei bambini ha evitato il peggio. Nella camera iperbarica tutta la famiglia
PESCARA. Una stufa a gas nuova, acquistata da poco. È stato questo impianto di riscaldamento a far scattare l’allarme per una sospetta intossicazione da monossido di carbonio in una famiglia di Spoltore, dopo una visita a casa dei nonni, a Pescara. Sono finiti tutti in ospedale, compresi due bambini di 9 e 5 anni, e dopo un primo controllo al pronto soccorso di Pescara è stato indispensabile raggiungere la camera iperbarica di Fano, dove la famiglia è rimasta per alcune ore.
L’allarme è scattato due sere fa, all’ora di cena. Martedì, dopo un pomeriggio trascorso a casa dei nonni, in via Tirino, sono emersi i primi segni di malessere. Uno dei bimbi ha detto di sentirsi poco bene per via di una mal di testa, per poi addormentarsi. Al risveglio, visto che i disturbi non passavano, si è pensato che potesse esserci qualcosa che non andava nella stufa a gas, rimasta accesa in casa per un po’. E la famiglia ha raggiunto l’ospedale di Pescara per fugare ogni dubbio e capire l’origine di quei fastidi comuni. Gli accertamenti eseguiti al pronto soccorso hanno permesso di capire che sì, in effetti, c’era qualcosa che non andava. E così nonno 65enne, nonna 70enne, madre 48enne, padre 45enne e due nipotini, un bimbo di 5 anni e una bimba di 9, sono stati trasferiti a Fano, per un eventuale trattamento nella camera iperbarica, essendo stata ipotizzata una intossicazione da monossido di carbonio. Dall’ospedale di Pescara è stato organizzato il trasferimento di tutta la famiglia a Fano, avvenuto attorno alle 23, per assicurare le cure adeguati. E al termine di una lunga notte, concluso il trattamento, i sei sono rientrati in città e poi a casa. L’allarme è rientrato e tutto sembra essersi concluso nel migliore dei modi per grandi e piccini. Resta da capire come e perché sia avvenuto un fatto del genere, le cui conseguenze rischiavano di essere ben più gravi. Ma fortunatamente i segnali di malessere non sono stati ignorati.
Questo è il secondo episodio nel giro di pochissimi giorni. Il 15 febbraio un 58enne di Torre de’ Passeri è stato salvato in casa dal figlio. Accorgendosi che il padre non rispondeva, l’uomo ha deciso di sfondare la porta dell’abitazione per accertare di persona cosa stesse accadendo. E ha trovato il padre nel letto, privo di sensi. A quel punto ha chiesto aiuto al personale del 118 e sono scattati i soccorsi. La procedura è stata la stessa: trasferimento alla camera iperbarica per un trattamento e poi rientro a casa. E anche allora sarebbe accaduto tutto per vista di una stufa a gas utilizzata durante la notte per riscaldare l’ambiente domestico. Nessuno pensava ai possibili effetti nocivi. (f.bu.)
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