Intossicazione, venti bimbi ricoverati

Ieri 30 bambini in pronto soccorso. Al via gli accertamenti di Asl e Nas sui pasti serviti nelle scuole. Si teme la salmonella
PESCARA. Febbre, dolori addominali, vomito, diarrea. Sono i sintomi che hanno costretto una trentina di bambini a raggiungere l’ospedale, nella giornata di ieri, accompagnati dai genitori. Per una ventina di loro è stato disposto il ricovero mentre gli altri sono tornati a casa dopo un controllo al pronto soccorso dove è stata creata una corsia preferenziale visto che i casi aumentavano con il passare delle ore. Tra i primi a raggiungere lo “Spirito Santo” alcuni piccoli della scuola primaria di via Carlo Alberto Dalla Chiesa, ma un po’ per volta il numero dei bimbi è cresciuto e sono arrivati anche da altre scuole. Sospetta tossinfezione alimentare, dicono i medici che si sono occupati di questi pazienti al Pronto soccorso e in Pediatria, diretti rispettivamente da Alberto Albani e Giuliano Lombardi. E non si esclude l’ipotesi della salmonella anche se al momento resta solo una possibilità e sarà necessario attendere i risultati degli accertamenti avviati sui bimbi per cui prima di saperne di più passeranno 48 ore.
Chi ha raggiunto l’ospedale ha raccontato ai medici di aver mangiato uova strapazzate, giovedì, a scuola. Ecco perché dalla direzione sanitaria dell’ospedale, affidata a Rossano Di Luzio, sono stati allertati il Dipartimento di prevenzione della Asl (Servizio igiene degli alimenti) e i carabinieri del Nas per una indagine epidemiologica e per il controllo delle mense e dei campioni degli alimenti.
Accertamenti e cure sono cominciati subito, nel reparto diretto da Lombardi. E il primario ha raggiunto l’ospedale insieme alla caposala e a Di Luzio per gestire questa «piccola emergenza», come l’ha definita il direttore sanitario e individuare gli spazi necessari per accogliere tutti i piccoli pazienti, alcuni dei quali sono stati destinati alle camere di degenza della Chirurgia Pediatrica, visto che la Pediatria era ormai piena.
Essendoci il sospetto di una tossinfenzione alimentare è stata avviata in via preventiva la terapia antibiotica sui bimbi, che sono stati anche reidratati. Trattamenti, questi, efficaci anche contro la salmonella: già in passato, nel reparto di Pediatria, sono state somministrate cure per una sospetta salmonella ma la conferma di questa infezione «è arrivata solo in un secondo momento», ha spiegato Lombardi. In questo caso le prime risposte sono arrivate dalle analisi del sangue: i risultati, arrivati nel giro di poche ore, indicano una infiammazione, ecco perché si è deciso di seguire la terapia antibiotica, mentre per le colture serve più tempo.
Nel corso della giornata di ieri le condizioni di alcuni bimbi ricoverati sono migliorate (non tutti avevano la febbre alta) ma non è escluso che in ospedale arrivino anche altri piccoli, visto che problemi del genere possono manifestarsi entro le 72 ore.
Le reazioni sono diverse da persona a persona e se i sintomi non sono preoccupanti, dicevano ieri dalla Asl, non è indispensabile raggiungere l’ospedale ed è consigliabile procedere a casa alla reidratazione e sospendere momentaneamente l’alimentazione. È opportuno, invece, rivolgersi al pronto soccorso se i sintomi sono persistenti e la febbre si alza.
Tra i genitori che ieri hanno deciso di andare in ospedale c’è Antonio Di Vincenzo, il papà di un bimbo di 9 anni che giovedì si è sentito poco bene a scuola. «Abbiamo ricollegato il suo malore al pasto servito in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Poi abbiamo saputo, attraverso il gruppo dei genitori che abbiamo su Whatsapp che altri bimbi avevano gli stessi sintomi di mio figlio e cioè vomito, diarrea, febbre alta. E un po’ per volta ho ritrovato altri bimbi della stessa classe in ospedale. Il nostro timore è che si tratti di salmonella» ma per ora si tratta di una paura, che accomuna i genitori dei bambini colpiti da questo malore. «Siamo in attesa di conoscere l’esito degli esami per sapere qual è il problema. Non vogliamo accusare nessuno ma pensiamo di doverci tutelare», prosegue Di Vincenzo.
Una volta fatta chiarezza sui problemi di salute che hanno interessato in poche ore diversi bambini, «ci riuniremo e decideremo il da farsi, se dovesse emergere che c’entra qualcosa l’alimentazione della scuola. Perché su questo punto non si scherza», aggiunge Di Vincenzo facendosi interprete della preoccupazione che serpeggiava ieri in ospedale. Ma è presto per trarre le conseguenze dell’accaduto e anche per tracciare un bilancio definitivo.
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