«IO BAMBINA IN UN INFERNO DI FUOCO...»

31 Agosto 2014

Pubblichiamo un ricordo del 31 agosto 1943 di una nostra lettrice, Clea Mascolo. Quali ricordi porta con sé una bambina di 10 anni di quel lontano 31 agosto 1943? Ricorda tutto. Stavamo pranzando...

Pubblichiamo un ricordo del 31 agosto 1943 di una nostra lettrice, Clea Mascolo.

Quali ricordi porta con sé una bambina di 10 anni di quel lontano 31 agosto 1943? Ricorda tutto. Stavamo pranzando nella nostra casa di via Centrale n° 6, l'attuale via del Santuario, a pochi passi dall'Istituto tecnico Tito Acerbo, dove erano di stanza giovani allievi ufficiali dell'aeronautica militare.

Erano le 13.15. L'allarme non suonò ma giunsero i bombardieri nemici. Io bimba, uscii curiosa e li vidi arrivare e dirigersi verso l'Istituto e sganciare le prime due palle di fuoco. Spaventata rientrai in casa, mio padre invalido sulla carrozzella e cieco dalla precedente Guerra d'Africa, mi consolava coprendomi con le mani le orecchie.

In casa nostra trovarono riparo cinque allievi ufficiali, uno di questi rannicchiato sotto il tavolo baciava un'immaginetta di Sant'Antonio. In pochi minuti le bombe ridussero la mia città in un cumulo di macerie. Urla - Scoppi. Lamenti - Boati. Imprecazioni - Crepitii. Poi all'improvviso il silenzio. Il silenzio dei morti, interrotto dalle urla dei feriti. Tanti morti. Tanti feriti.

Dalla finestra si vedevano i vagoni dei treni sollevati perpendicolarmente e i binari divelti.

Quando finalmente uscimmo, la prima immagine che ricordo è quella di un vicino di casa che portava tra le braccia la sua bambina ferita mentre la moglie e un altro figlio giacevano morti nel cortile.

Ci ritrovammo in strada spaesati, spaventati.... io con la gabbietta dei iei uccellini in una mano e nell'altra un grappolo d'uva bianca.

E con mia madre e mio padre sulla carrozzella iniziò la dura e triste pagina dello sfollamento..

Clelia Mascolo

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