«Io non ho amici che si chiamano Ermanno»

Scontro all’ultimo consiglio regionale tra Pettinari e D’Alfonso. Il presidente: che errori fa il grillino
PESCARA. «Stiamo acquistando una palazzina da 3 milioni di euro e per ristrutturarla ce ne vorranno altri 4. Fanno 7 milioni di euro, anche se la Asl ha palazzi vuoti che possono ospitare gli uffici. Stiamo gettando dalla finestra 7 milioni di euro». Il 24 febbraio scorso, durante il consiglio regionale a Pescara, il consigliere del M5S Domenico Pettinari ha criticato così l’acquisto dell’immobile in via Rigopiano. E poi, parlando al presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso, Pettinari ha detto: «Io non ho amici che si chiamano Ermanio e credo che neppure l’assessore Pepe ha questi amici: questo acquisto va bloccato, non serve a niente. Ripeto: io e noi non abbiamo amici», ha detto Pettinari riferendosi a Ermanno Cetrullo, a capo della Pmc srl e proprietario dell’immobile.
Un intervento al quale è seguita la replica, secca, di D’Alfonso: «Lei ha provato a essere insidioso», ha detto il presidente a Pettinari, «a dire la verità pensavo di averle già spiegato che tutte le sue denunce contro di me mi hanno sempre donato una straordinaria prevalenza. Lei mi ha denunciato sul fangodotto quando aveva un rapporto più riuscito tra capigliatura e occhiali, sbagliando però bersaglio e annualità: sono errori che non si possono fare».
Poi, il presidente ha chiamato in causa il centrodestra dell’ex governatore Gianni Chiodi con questa dichiarazione: «Utilizzo quest’aula per rivolgermi a chi ha nominato D’Amario, che di sicuro non è da questa parte, affinché utilizzando anche canali fiduciari blocchi ogni sorta di acquisto di mura di cui la Asl di Pescara non ha bisogno. Lo dica anche ai suoi ipotetici confidenti e consulenti poiché la Regione vuole bloccare ogni acquisto di mura». Non è accaduto: l’operazione è stata perfezionata il 16 febbraio scorso.
Una dichiarazione difficile da decifrare quella di D’Alfonso per il consigliere di Forza Italia Lorenzo Sospiri: «Ho chiesto a Chiodi se il suo programma prevedesse anche più spazi per gli uffici e mi ha risposto di non saperne niente. Una spesa antistorica: gli uffici non sono una priorità». (p.l.)
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