«Io, picchiato al bar perché gay» Parte la caccia all’aggressore

10 Giugno 2023

Un 26enne finisce in Pronto soccorso e presenta denuncia ai carabinieri: «Preso a schiaffi e offeso» Il racconto: «Ho chiesto aiuto a barista e clienti, ma nessuno è intervenuto per fermare quell’uomo»

MONTESILVANO. Aggredito verbalmente e fisicamente da uno sconosciuto in un bar di Montesilvano perché omosessuale. È successo, mercoledì pomeriggio, ad un 26enne di origine somala, da anni residente in Abruzzo, dove lavora e studia. Il giovane, che è finito anche al Pronto soccorso, si è subito rivolto ai carabinieri, sporgendo denuncia. E questo per avere giustizia e, dice sconvolto, «per fare in modo che quello che è accaduto a me non succeda ad altri. Sono dovuto scappare dal mio paese perché omosessuale. In Italia speravo di trovare una situazione diversa, di sentirmi al sicuro. E invece purtroppo non è così. Quello che mi fa più male», sottolinea, «non sono gli insulti e neppure gli schiaffi, ma l’indifferenza di chi ha assistito alla scena e non ha fatto nulla».
Tutto è accaduto attorno alle 18.20 quando è entrato nel bar per prendere un caffè e una brioche. «Dopo aver ordinato», racconta, «mi si è avvicinato un uomo di circa 55 anni, senegalese, e ha cominciato ad insultarmi con parole come “Fr..., gay di me..., Dio ti ha fatto uomo e adesso sei una donna” ed ancora “Fr... di me...”. Io gli ho detto di lasciarmi in pace. Subito dopo ho chiesto al barista di aiutarmi e di allontanare quella persona. Ma lui non mi ha nemmeno risposto. Ha fatto finta di niente. A quel punto, siccome lo sconosciuto continuava ad infastidirmi e a offendermi, ho chiamato le forze dell’ordine e sono uscito. Mentre ero all’esterno del bar, il senegalese si è di nuovo avvicinato e mia ha colpito con uno schiaffo, graffiandomi la faccia. Fra l’altro aveva in mano una bottiglia e, quindi, ho avuto paura che la situazione potesse degenerare. Di lì a pochi minuti», prosegue il giovane, «sono arrivati due carabinieri, a cui ho raccontato quello che era appena accaduto, ma l’uomo si era nel frattempo allontanato».
Il ragazzo spaventato e con ferite al volto è andato al Pronto soccorso, dove gli è stato riscontrato un trauma contusivo e un forte stato ansioso. Adesso attraverso le telecamere si sta cercando di identificare l’aggressore. «Mi sono sentito violentato fisicamente e psicologicamente», sottolinea. «Psicologicamente dal barista che non ha mosso un dito. Ed è davvero grave. Io sono scioccato dal suo atteggiamento. Per evitare altri fatti del genere, a mio avviso, si deve ripartire dall’educazione e poi occorre una legge adeguata. Una legge contro l’omofobia».
Duro il commento di Maria Assunta De Angelis, presidente dell’associazione Agedo Pescara-L’Aquila: «Nel 2023 sentire che si verificano ancora episodi come questi è gravissimo. Implicano una limitazione della libertà personale e vuol dire che non si rispettano le diverse sfumature. Il ragazzo nel nostro paese non si sente più tranquillo e questo non è accettabile. Il punto è che ad oggi in Italia non c’è una legge che tuteli queste persone, punendo chi compie atti di discriminazione o violenza».