Ira di Masci contro l’opposizione «Su Rancitelli non ci fermerete»

Dura replica del sindaco: il progetto di demolizione e ricostruzione dell’edificio andrà fino in fondo Ieri il via libera dalla riunione di maggioranza, oggi il provvedimento approda di nuovo in consiglio
PESCARA. L’amministrazione comunale, nonostante le critiche giunte dall’opposizione e anche da don Max, il parroco pescarese simbolo della lotta alla criminalità, ha deciso di andare avanti con il progetto del Ferro di cavallo. L’edificio di via Tavo, finito più volte alla ribalta delle cronache per episodi di spaccio di droga e di violenza, verrà abbattuto e sostituito da due edifici più piccoli.
Il sindaco è intenzionato ad andare avanti. Lo ha detto ieri a chiare lettere anche durante la riunione di maggioranza, convocata per esaminare il progetto di demoricostruzione dell’Ater. «Si avvicina la data in cui abbatteremo il Ferro di cavallo», ha affermato Carlo Masci, «ormai anche i più scettici hanno capito che noi vinceremo questa sfida impossibile». «Nessuno aveva mai neanche immaginato», ha osservato, «di poter radere al suolo il famigerato Ferro di cavallo, conosciuto in tutta Italia come un luogo infernale, cento appartamenti nel degrado più assoluto ostaggio della criminalità».
Poi le critiche del sindaco al centrosinistra e al Movimento 5 Stelle, che hanno contestato il progetto di ricostruzione. «In due anni», ha detto Masci, «mentre c’era chi abbaiava alla Luna, noi abbiamo spostato in altri alloggi coloro che ne avevano titolo e sfrattato gli abusivi. Entro fine maggio, il fabbricato sarà totalmente liberato in modo da poterlo mandare a terra. Quel giorno dimostreremo che nulla è impossibile per un’amministrazione che ha obiettivi chiari e determinazione per raggiungerli». «Ora», ha aggiunto, «quelli che in questi anni hanno strillato, quelli che ci hanno deriso quando dicevamo che avremmo abbattuto il Ferro di cavallo, colti in contropiede dalla nostra operatività, hanno cambiato obiettivo e adesso protestano perché dicono che a loro non piacciono i due immobili (che dovranno sostituire l’edificio da abbattere, ndr), di altezza e cubature minime, pieni di verde e con ampi balconi e la piazza che l’Ater andrà a realizzare in quell’area». «Qua mi viene in mente», ha concluso Masci, «la favola della “Volpe e l’uva”: non c’è niente da fare, quando non arrivi a prenderla è più facile dire che è acerba. Iniziamo il conto alla rovescia».
Ieri pomeriggio, intanto, il progetto è stato illustrato ad assessori e consiglieri presenti alla riunione di maggioranza. Mentre in mattinata le commissione congiunte Lavori pubblici e Gestione del territorio, presiedute rispettivamente da Massimo Pastore e Andrea Salvati, si sono espresse sul progetto. Dalla prima è uscito il parere favorevole. Nella seconda, per un problema di presenze, ha prevalso il voto contrario. Oggi, comunque, l’apposita delibera tornerà all’esame del consiglio comunale. Il progetto prevede la demolizione totale dell’edificio e la ricostruzione di due stabili con 56 appartamenti, al posto degli attuali 120.

