«Irregolarità nel bando azzerato»

Manoppello, Toppi e Faraone criticano il modo in cui la giunta ha scelto un legale
MANOPPELLO. «Con la giunta di Giorgio De Luca siamo tornati nel Medioevo». Lo affermano le consigliere di minoranza Barbara Toppi e Antonella Faraone in relazione all'affidamento dell'incarico per i servizi legali ad un avvocato, della durata di due anni. Le due consigliere lamentano che il bando (45mila euro base d'asta), pubblicato il 19 gennaio non è stato «affatto diffuso nonostante la giunta sia sempre molto prodiga nel diffondere ciò che fa, anche sui canali social». «Oltre al voto di laurea», spiegano Toppi e Faraone, «si richiedeva un'esperienza decennale in proprio, incarichi di patrocinio in favore di enti pubblici e l'iscrizione all'Albo da almeno 15 anni».
Otto professionisti hanno risposto al bando. «E qui», sostengono, «il nostro sindaco, ci ha messo lo zampino e ha decretato che non era così che doveva andare: scaduto il termine di presentazione delle domande, anziché l'aggiudicazione, è arrivato lo stop della giunta che ha sospeso la procedura di affidamento al fine di ampliare la platea degli interessati». «Motivazioni condivisibili», dicono, «se la volontà fosse stata quella di “procedere ad una modifica ed estensione dei requisiti di partecipazione”, come dichiarato in delibera. La giunta avrebbe dovuto stabilire i nuovi requisiti e procedere alla riapertura del bando». Invece la procedura è stata bloccata «per non rischiare di affidare l'incarico ad un legale fuori dalle simpatie dell'amministrazione» e «con un colpo di spugna, la giunta ha cancellato quanto già fatto e ha affidato l'incarico ad uno specifico candidato». «Ora si dovranno fare i conti», concludono, «con la normativa sui contratti pubblici e con l'Anac, che non consentono gli incarichi fiduciari». (w.te.)
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