Julianne Moore e il dramma dell’Alzheimer

18 Ottobre 2014

Roma Film Festival, ieri proiettato il film “Still Alice”. Il regista: «Questa attrice merita l’Oscar»

ROMA. Ieri al Roma FIlm Festival è stato il giorno di “Still Alice”, film di Wash Westmoreland e Richard Glatzer, interpretato da una strepitosa Julianne Moore e da una altrettanto convincente Kristen Stewart. È la storia di Alice Howland, rinomata linguista a cui viene diagnosticato l’Alzheimer. «Lavorando sulla sceneggiatura ci siamo chiesti chi sarebbe stata in grado di interpretarla: è un viaggio talmente intenso che sapevamo ci sarebbe servita una attrice eccezionale», ha dichiarato Westmoreland. «Abbiamo mandato il copione a Julianne e dopo due ore ci ha risposto “sì lo voglio fare”. Richard (Glatzer) ed io la consideriamo una partner creativa e abbiamo lavorato sulle scene cercando di capire cosa potesse funzionare per rendere tutto il più vero possibile, con equilibrio e tono giusto».

In una storia così è stato fondamentale documentarsi. «Sì è vero» prosegue. «Abbiamo ottenuto sostegno totale dell’associazione Alzheimer Usa e abbiamo fatto un lavoro profondissimo sulle informazioni scientifiche, esperti, medici, malati e parenti, assistenti. Jiulianne ha parlato con tutti, è andata a gruppi di ascolto, ecco perchè la sua performance è così delicata e vera. I pazienti? Tutte le persone con cui abbiamo parlato hanno avuto un atteggiamento aperto. Con l’Alzheimer la cosa terribile è la riduzione del linguaggio e della memoria, e la lotta contro questo. Si lotta per afferrare le parole, ma alla fine si vede che una relazione umana è possibile anche senza».

La performance della Moore è da Oscar. «L’Oscar? Tutti sapevamo che Julianne stava facendo qualcosa di grande, anche i facchini! Dal festival di Toronto si è iniziato a parlarne e penso che lei sia la più grande attrice americana che ancora non lo abbia ricevuto. Credo lo pensino tutti. Naturalmente faccio il tifo per lei, vedremo cosa succede se arriverà la nomination, del film si sta parlando molto ed è già un bene».

«Seguo il lavoro di Kristen Stewart da 10 anni», ha concluso il regista. «In tutti i film fatti esprime tanto talento. Lei è così dura e onesta, anticonformista, l’abbiamo incontrata ed è scattata la scintilla! Kristen ha un cervello che va a mille, lei è diretta e ha legata moltissimo con Jiulianne. La collaborazione fra loro è stata fantastica e fondamentale. Ci dovrebbero essere più film e finanziamenti con forti personaggi femminili che incidono poi sulla cultura e sulla società».

In tanto questa sera alle 19,30 nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium del Parco della Musica dove è in corso il Festival del cinema sarà proiettato il thriller “Trash”, diretto da Stephen Daldry, che lo stesso registra interpreta inisieme a Martin Sheen e Mara Rooney. La bella attrice è sbarcata ieri nella Capitale proveniente da Londra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA