Juncker: «La direzione è giusta»
Gentiloni: «Patto di stabilità non sia camicia di forza». Cgil: chiarire sui contratti
ROMA. «Non ho ancora visto nel dettaglio il Def e la manovra correttiva, per cui non posso dare un giudizio circostanziato. Ma certamente l’impegno del governo italiano va nella buona direzione». Con una intervista a Repubblica, il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, dà il via libera alla manovra e al Def, ma ricorda all’Italia l’obiettivo di risanare i conti pubblici. «L’Italia sta facendo grandi sforzi per tenere sotto controllo il proprio deficit pubblico. Tuttavia, sul medio e lungo periodo, per salvare se stessi e l’Unione monetaria, è necessario che gli italiani risanino in modo decisivo le proprie finanze pubbliche e in particolare il loro enorme debito» avverte Juncker. E Paolo Gentiloni, intervistato dal Tg1, ricorda che tutto è stato fatto senza aumentare le tasse. «Abbiamo mantenuto l’impegno» dice il premier, che parla anche delle trattative che ci saranno con la Ue in autunno: «Mi aspetto con la Ue una discussione chiesta non solo dall’Italia ma da tantissimi paesi sulle attuali regole del patto di stabilità che non può essere una camicia di forza. L’Europa sta riprendendo la strada della crescita, però bisogna coltivarla, accompagnarla, non ingabbiarla in regole troppo rigide».
Un giudizio positivo sulla manovra arriva dalle associazioni degli industriali e dei commercianti mentre i sindacati ricordano al governo che i contratti del pubblico impiego sono scaduti da anni e chiedono certezze per i rinnovi. «C’è un passaggio fumoso che non ci rassicura affatto. Se ieri, al nostro allarme sulle risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, il ministro dell’Economia Padoan aveva fornito rassicurazioni sul rispetto degli impegni assunti, oggi non fa lo stesso il Def» si legge in una nota della Fp-Cgil che ricorda al ministro che nel documento «ci sono scritte cose vaghe» e chiede a Padoan di «chiarire» la questione. Quel che è certo è che il lavoro del governo non convince Susanna Camusso: «Quella del Def ci sembra un’operazione di mantenimento della logica di austerità e di pochi investimenti». La Confcommercio, al contrario, legge in positivo i provvedimenti adottati dal governo e parla di misure che «generano fiducia»: «Bene aver archiviato l’aumento delle aliquote Iva previsto per il 2018».
Commento positivo anche dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che però parla di una manovrina: «Questo è sicuramente un altro passo avanti, ma è una manovrina e proprio per definizione di termini non avevamo aspettative rilevanti...». A criticare ci pensano le opposizioni. Renato Brunetta (Fi) parla di una manovra in alto mare: «Renzi non vuole alzare le tasse, Padoan non vuole tagliare la spesa. Quindi rinviano. Tristezza». Pollice verso anche dai parlamentari del Movimento 5 Stelle: «È un Def che si allinea rigidamente ai diktat dell’austerity europea». (g.r.)
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