L’abbraccio tra madre e figlia

23 Marzo 2016

Nella sala d'attesa dell’aeroporto di Pescara, in questo lungo pomeriggio, c'è la mamma di Stefania Oliveri che aspetta impaziente la figlia in arrivo da Bruxelles. Quando la scorrevole si apre, le...

Nella sala d'attesa dell’aeroporto di Pescara, in questo lungo pomeriggio, c'è la mamma di Stefania Oliveri che aspetta impaziente la figlia in arrivo da Bruxelles. Quando la scorrevole si apre, le due donne si sciolgono in un lungo abbraccio commosso. La famiglia, di origini abruzzesi, vive in Belgio, ma i genitori di Stefania erano a Pescara perché in Abruzzo hanno una casa per le vacanze. La figlia li avrebbe raggiunti una volta finito di lavorare, per le vacanze di Pasqua, cosa che ha fatto nonostante gli attentati. «Ho saputo subito di quello che era successo, dalla televisione», racconta la donna che lavora con le istituzioni europee, «poco dopo ho sentito un amico, che mi ha detto della metropolitana. Avrei dovuto anch'io prendere quella metropolitana, ma non l'ho fatto. Ho raggiunto il posto di lavoro in taxi, era l'unico modo. La città era blindata, ambulanze dappertutto». Poi, la ragazza ha dovuto decidere se partire o meno per l'Italia, ed ha esitato: «Ho pensato a lungo se partire o no, perché avevo paura. Poi, però, ho deciso di farmi coraggio e di raggiungere i miei, mi sono tranquillizzata e ho preso quest'aereo per Pescara». (pa.to.)