L’Abruzzo è in zona gialla: «Ma rischiamo l’arancione»

10 Gennaio 2022

Da oggi scattano le novità per limitare l’avanzata della variante Omicron  L’infettivologo Parruti: «Misure giuste, adesso valutiamo se sono sufficienti»  

PESCARA . L’Abruzzo da oggi è in zona gialla ma l’inarrestabile marcia del virus spaventa. «Alla luce dei numeri degli ultimi giorni il rischio di poter passare anche in zona arancione c’è tutto», avverte l’infettivologo Giustino Parruti. Omicron avanza e le proiezioni future appaiono difficili da decifrare. Si riparte da oggi con il cambio di fascia, inevitabile vista l’alta diffusione del virus, che anche ieri ha fatto registrare 4.630 nuovi positivi.
COSA CAMBIA
Il passaggio in zona gialla coincide con il ritorno in classe e con l’entrata in vigore delle prime novità sul Super Green pass. Ma in realtà il cambio di colore non comporta molte differenze sul fronte delle regole. Il governo ha già introdotto nelle scorse settimane l’obbligo di mascherina all’aperto anche in zona bianca, sfumando le differenze con la zona gialla. La tabella riportata qui in alto riassume i nuovi obblighi che dobbiamo rispettare nella nostra quotidianità.
«SONO ADEGUATE»
Parruti promuove le nuove regole: «Ritengo che siano adeguate», dice l’esperto, «va detto che il nostro Paese è stato esemplare nel contesto internazionale su questo fronte. Credo che quasi nessuno, in ambito europeo, abbia agito con la nostra insistenza per tentare di limitare i contagi. Questa nuova variante è estremamente contagiosa, basta osservare i numeri per comprenderlo. Si diffonde con facilità, nonostante ritengo che in questo periodo di atteggiamenti indiscriminati ce ne siano stati ben pochi da parte della popolazione. È in assoluto la variante più contagiosa che abbiamo avuto».
FUTURO DA DECIFRARE
Dove ci porterà questa nuova ondata di contagi resta un punto di domanda. Parruti è chiaro sotto questo aspetto: «Le regole per la zona gialla, lo ribadisco, sono ottime. Il vero problema è che bisogna capire quanto risultino sufficienti in relazione alla diffusività e la capacità del virus, nella sua assoluta diversità genetica, di determinare malattie anche su pazienti che hanno già avuto un’altra forma di Covid o che sono vaccinati con almeno due dosi». Per l’infettivologo la variante Omicron sembra quasi «un altro virus», proprio per questo andranno verificate quanto le nuove regole «possano effettivamente bastare sul campo».
LA ZONA ARANCIONE
Proprio per questo a precisa domanda, sul rischio di un futuro passaggio in zona arancione, Parruti è piuttosto esplicito: «Andrà verificato», afferma, «alla luce dei numeri degli ultimi giorni c’è. Per questo il tutto si deve tradurre in un appello sincero alla popolazione affinché si attenga il più possibile a quelle che sono le norme e accetti le nuove restrizioni. Siamo tutti di fronte a qualcosa di nuovo, che presenta connotazioni assolutamente poco predicibili in termini di contagiosità e diffusività».
IL RITORNO A SCUOLA
L’esperto si esprime anche sul possibile rischio di un aumento dei contagi con il rientro in classe degli studenti. «La nostra regione», commenta, «ha scelto la strada dello screening preparatorio, una via costosa ma decisamente intelligente per cercare di contenere il numero di nuovi focolai a scuola». E sul dibattito relativo alla didattica a distanza «mi sembra una discussione poco fruttuosa. Le regole per il passaggio in Dad sono molto chiare, pertanto se i casi dovessero aumentare le lezioni tornerebbero necessariamente ad essere svolte a distanza», continua Parruti. «Se la campagna di screening sarà stata sufficiente, lo capiremo presto».
L’APPELLO
Quindi l’infettivologo rilancia un invito alla popolazione, che deve avere comportamenti idonei al momento per cercare di arginare un virus che si fa sempre più strada: «Cerchiamo di collaborare ed aderire a quello che ci viene chiesto», conclude il professore. «Ribadisco l’importanza del rispetto delle solite grandi regole: l’uso della mascherina Ffp2, mai come adesso fondamentale, e il lavaggio delle mani che deve essere spasmodico». (a.s.)