L’Abruzzo primeggia nell’utilizzo del cellulare

28 Marzo 2017

PESCARA. C’è la crisi, il lavoro scarseggia, e anche chi ce l’ha fatica ad arrivare a fine mese. Eppure, gli abruzzesi non badano a spese per quanto riguarda i telefoni cellulari. Sempre connessi e,...

PESCARA. C’è la crisi, il lavoro scarseggia, e anche chi ce l’ha fatica ad arrivare a fine mese. Eppure, gli abruzzesi non badano a spese per quanto riguarda i telefoni cellulari. Sempre connessi e, soprattutto, “chiacchieroni”, come rivela un’indagine dell’osservatorio Sostariffe.it. Se in Italia il pacchetto telefonico medio comprende 544 minuti, 165 sms e 2,41 gigabyte al mese, in Abruzzo i minuti di conversazione salgono a 683, gli sms a 181 e i gigabyte per la navigazione internet dal telefonino a 2,41, appena sopra la media. Eppure, di frequente giungono segnalazioni su disservizi legati alla mancata copertura di intere zone, perlopiù situate all’interno. Solo nel 2016 il Corecom Abruzzo (Comitato regionale di controllo delle comunicazioni), organismo istituito in seno alla Regione, con 5500 conciliazioni fra cittadini e gestori di telefonia (il dato, tuttavia, comprende anche la pay tv), è riuscito a far restituire 3,5 milioni di euro ai cittadini attraverso l’istituto della conciliazione, assolutamente gratuita. Subito dopo l’Abruzzo, in quanto a chiacchierate telefoniche, c’è la Toscana (633 minuti), seguita Trentino (612), Campania (598), da Sardegna (593). Addirittura, la ipertecnologica Lombardia si posiziona solo al sesto posto, con 591 minuti di traffico mensile medio. A inviare più sms sono i residenti della Valle d’Aosta (280), seguiti dalla Sardegna (264). I trentini, invece, sono anche coloro che consumano più gigabyte al mese (2,72), seguiti dal Piemonte (2,52). Le altre regioni, grosso modo, si mantengono tutte sulla media nazionale tranne la Basilicata, dove l’utente medio consuma 1,69 gigabyte al mese. Il dato abruzzese spicca a dispetto di tutti i disservizi periodicamente segnalati dai possessori di telefoni cellulari, e spesso anche di linee fisse o Adsl. Per non parlare delle segnalazioni giunte durante l’ondata di maltempo di gennaio, dei disagi e dei danni patiti da cittadini e attività commerciali, ripiombate all’improvviso in pieno Medioevo delle telecomunicazioni. Ma questa è tutta un’altra storia. (a.bag)