L’Abruzzo riparte dal biologico

22 Ottobre 2021

Arriva la transizione ecologica per cambiare sia l’agricoltura che gli allevamenti

L’Abruzzo riparte dalla bioagricoltura, con l’ambizione di realizzare un laboratorio territoriale per cambiare il modello di produzione e di consumo del cibo e delle materie prime verso la transizione ecologica.
L’opportunità da sfruttare è la nuova Politica agricola comune Pac dell’Unione Europea, in vigore dal gennaio 2023, che ha l’obiettivo di sostenere le aziende e le filiere agroalimentari impegnate verso la resilienza e la sostenibilità sociale e ambientale, attraverso enormi risorse e decisioni affidate ai singoli stati membri attraverso il Piano strategico nazionale Psn.
Il laboratorio, che vede come attori la Regione, le associazioni e i produttori del territorio, è nato insieme al nuovo circolo di Legambiente Agrobiodiversità, presentato ieri a Pescara.
le sentinelle
All’evento erano presenti anche Tito Cieri per la Regione Abruzzo, il consigliere della World Biodiversity Association Nicola Tormen, il presidente nazionale dell’associazione per l’Agricoltura Biodinamica Carlo Triarico, Domenico Mastrogiovanni della Caa Cia Agricoltori Italiani, il presidente del Parco della Maiella Lucio Zazzara, l’enologo della cantina di Orsogna Camillo Zulli, agricoltori e produttori del territorio, ma anche l’artista ‘Nduccio, al secolo Germano D’urelio, che è iscritto al circolo e ha voluto prendere parte al progetto in maniera attiva.
Molte altre sono le associazioni e le realtà che hanno sottoscritto il manifesto. «È stata l’occasione per iniziare a ragionare con il territorio sulle proposte e le iniziative da mettere in campo partendo dal manifesto Cambiamo Agricoltura», dice Sara Del Monte, vicepresidente del neo circolo di Legambiente. Aggiunge il presidente regionale dell’associazione Giuseppe Di Marco: «Il Piano Strategico Nazionale è l’opportunità per rendere l’agricoltura italiana protagonista del cambiamento necessario per affrontare le sfide ambientali e sociali del prossimo futuro. Non possiamo permetterci di perdere questa ultima occasione per correggere un deludente accordo sulla riforma della Pac raggiunto a fine giugno. Il Psn deve guidare verso il sostegno ad un’autentica transizione ecologica della nostra agricoltura con il passaggio da un modello di produzione intensivo ad uno agroecologico. Con questa struttura siamo pronti a fare la nostra parte anche nei tavoli territoriali con proposte, idee concrete ed operative».
IL MANIFESTO
Il laboratorio si basa sul manifesto Cambiano Agricoltura. «Per un Paese capace di futuro, sicuro, equo e sano per gli agricoltori, i consumatori e la natura», esordisce il manifesto, «le crisi ambientali in atto, dai cambiamenti climatici alla perdita di biodiversità, minacciano sempre di più il nostro Paese e la nostra agricoltura ed è giunto il momento di cambiare modelli di produzione e consumo del cibo e delle materie prime per l’industria». Il manifesto elenca i principi fondamentali che dovranno essere alla base del Psn, a partire dalla coerenza con le strategie europee, con 11 richieste e proposte, che vanno dal sostegno all’agricoltura biologica, alla salvaguardia del suolo e della biodiversità, passando per una riforma della zootecnia e per il benessere animale, fino al sostegno all’agricoltura sociale.