L’Aci: telecamere al semaforo, inutile multare chi supera la linea

5 Ottobre 2023

Appello del presidente Sartorelli al Comune dopo la sentenza che ha annullato una contravvenzione «Bisogna punire solo chi passa con il rosso, oltrepassare la striscia bianca di poco non è rischioso»

PESCARA. «Penso che l’amministrazione comunale dovrebbe concentrarsi su altri tipi di infrazioni e non sul superamento di pochi centimetri delle linee di arresto ai semafori». È chiara la posizione di Giampiero Sartorelli, presidente dell’Aci Pescara, che interpellato dal Centro analizza pro e contro delle contravvenzioni emesse per le infrazioni rilevate dai semafori T-red.
Il giudice di pace di Pescara ha accolto il ricorso presentato da un automobilista, l’avvocato Alessandro Ferraro, assistito dal collega di studio Francesco Maria Di Gaetano: Ferraro era stato multato per aver superato con la ruota anteriore la prima linea di arresto al semaforo tra piazza Italia e piazza Duca d’Aosta, beccato dal T-red. «Le regole del Codice vanno rispettate e questo è fuori dubbio, quindi se la norma prevede un’infrazione di questo tipo è logico che tutti dobbiamo cercare di rispettarla», afferma Sartorelli. «Se parliamo di sicurezza stradale, che va ben al di là della semplice lettura del Codice della strada, è evidente che il passaggio con il semaforo rosso è una gravissima infrazione perché mette a repentaglio la vita e l’incolumità delle persone, e come tale va severamente punita». Discorso diverso per Sartorelli rappresenta l’oltrepassare di poco la linea di arresto. Infrazione che ha portato migliaia e migliaia di multe da quando sono stati potenziati i T-red presenti in città: «L’amministrazione dovrebbe spostare le telecamere per pensare solo al passaggio con il rosso e non stare a guardare le auto che si sono fermate oltre la linea bianca, tanto più che spesso dall’abitacolo è anche difficile notare le strisce che si sbiadiscono facilmente».
A chi dovesse obiettare che il superamento della prima linea di arresto significa invadere la casa avanzata, ossia lo spazio riservato alle biciclette posto in prossimità di un incrocio, Sartorelli risponde «le biciclette raramente usano quello spazio, e lo dico da utente che si muove prevalentemente in bici. La partenza è certamente più lenta di quella di auto o moto, quindi nessuno lo utilizza, per non rischiare di essere superato a destra o a sinistra dagli altri mezzi». Per il referente dell’Automobile Club, l’attenzione dell’amministrazione andrebbe rivolta «alla reale tutela della sicurezza stradale. Farlo a spot, su semafori non scelti neanche tra quelli dove si sono verificati più incidenti, non fa bene neanche agli umori degli utenti della strada. Ci sono degli incroci tipo quello tra viale d’Annunzio e via dei Bastioni dove si crea più confusione. Viviamo in una città dove tutto questo problema ai semafori non lo vedo. Andrei a guardare altre situazioni, tra divieti di sosta, auto parcheggiate nelle Ztl, bici, monopattini lasciati in strada che creano difficoltà agli utenti. La notizia positiva è che», conclude Sartorelli, «visto che il Comune ha incassato più soldi, vorrei che il 50% venisse investito per la sicurezza stradale».
Ora la sentenza emessa dal giudice di pace che ha dichiarato illegittima la multa con T-red per il superamento della linea d’arresto, rischia di alimentare una valanga di ricorsi, specie di quegli automobilisti che sono ancora nei termini per impugnare le contravvenzioni. Questo almeno fino a che il Comune non dovesse decidere di modificare l’ordinanza dirigenziale. Il motivo dell’accoglimento del ricorso risiede infatti proprio negli atti con cui il Comune ha autorizzato la messa in funzione dei T-red esclusivamente per il rilevamento del passaggio con il rosso, ossia l’infrazione dell’articolo 146 comma 3 del Codice della strada e non per il superamento della linea di arresto, che invece, riguarda il comma 2 dello stesso articolo. Infrazioni diverse per il giudice di pace.