«L’alzheimer della religione»

«Il terrorismo è entrato così vicino alla mia vita e alla mia famiglia». Con queste parole Umberto Dante ha annunciato che il figlio, Emiliano e la fidanzata Valentina, erano a Bruxelles nelle ore...
«Il terrorismo è entrato così vicino alla mia vita e alla mia famiglia». Con queste parole Umberto Dante ha annunciato che il figlio, Emiliano e la fidanzata Valentina, erano a Bruxelles nelle ore dell'attentato. «Continuo a odiare i buonisti-mascalzoni che ci disarmano e si accaniscono contro ogni nostra forma di reazione, che è una reazione sana del corpo e della mente», ha continuato, «per ora nessuna istituzione o autorità mi ha contattato ed Emiliano, mi ha detto la madre raggiunta con non so quale congegno, non sa come e quando può tornare». Emiliano Dante, 42 anni aquilano, insegna storia dell’arte contemporanea all’Università di Cassino e all’Aquila. Era in Belgio per la presentazione del suo film "Habitat" e ha scritto ai suoi amici spiegando quello che era accaduto e rispondendo poi alle loro domande. «Bruxelles oggi è una metropoli con l'audio di un paesino di montagna, tolte le sirene», ha scritto su Facebook il docente, «parte del monoteismo reagisce violentemente alla propria senescenza. Forse il terrorismo è l'alzheimer della religione». (e.b.)

