L’analisi: chi sta oltre il limite

Province sotto i 250 casi per 100mila abitanti. Non è così per i Comuni: Atessa è da record
PESCARA. Con il calo di contagi registrato negli ultimi giorni, al momento nessuna delle quattro province abruzzesi ha un'incidenza settimanale che supera la soglia di allarme. Neanche Pescara che, pur rimanendo molto vicina a quella soglia, dopo 40 giorni al di sopra dei valori limite, mostra i primi segnali di decrescita.
Sono molte, però, le singole località - dai paesini ai comuni più grandi - che fanno registrare dati allarmanti. L'unità di crisi regionale, attraverso le Asl, sta monitorando le situazioni più a rischio, che riguardano soprattutto il Teramano e l'Aquilano, e non è escluso che a breve in quei territori possano essere disposte maggiori restrizioni. La strada maestra, d'altronde, al momento è quella delle misure localizzate, così da circoscrivere i focolai.
L'INCIDENZA. Nelle valutazioni degli addetti ai lavori, un parametro essenziale, soprattutto nelle aree più popolose, è proprio l'incidenza settimanale dei casi per centomila abitanti. È anche sulla base di questo parametro, ad esempio, che a metà febbraio è stata disposta la zona rossa per le province di Pescara e Chieti o che, due settimane dopo, molti comuni sono usciti dall'area a maggiori restrizioni.
Rispetto all'indice Rt (erre con ti, il tasso di riproduzione netto della malattia), che è calcolato con due settimane di ritardo e si riferisce solo ai soggetti sintomatici, l'incidenza è un dato più realistico e attuale.
LA SITUAZIONE. I numeri, dunque, scattano un'istantanea della situazione abruzzese. L'incidenza regionale, al momento, è pari a 207 ed è in lieve calo. L'Abruzzo, nel complesso, ha superato la soglia di allarme di 250 solo di poco e per pochi giorni, a fine febbraio (261 il 28 del mese) spinto dai numeri altissimi del Pescarese e del Chietino.
A livello provinciale, in testa c'è ancora il Pescarese, che scende a 236, dato ben lontano dal valore record di 505 raggiunto un mese fa. Al secondo posto c'è Chieti, con un incidenza pari a 197, in calo. Poi ci sono l'Aquilano (192), dove la rapida crescita delle scorse settimane sembra essersi arrestata, e il Teramano (186), che invece registra un lieve aumento.
CHI RISCHIA. Se la città di Pescara da tre giorni è al di sotto della soglia di allarme, arrivando a un'incidenza settimanale pari a 213, è Montesilvano a mostrare segnali ancora preoccupanti (274). Situazione analoga a Francavilla al Mare (270) e a Roseto degli Abruzzi (269).
Oltre il valore limite di 250 casi settimanali su centomila abitanti ci sono anche Martinsicuro (257), Città Sant'Angelo (268), Alba Adriatica (286), Cepagatti (287).
Altissimo, poi, il dato di Atessa (558). Per quanto riguarda i piccoli comuni, dati preoccupanti a Montazzoli, dove quasi il 2% dei 905 residenti ha contratto il virus solo nell'ultima settimana, a Sante Marie (1,6%), a Pescocostanzo (1,6%), a Prezza (1,5%) e ad Arielli (1,3%). (l.d.)

