L’Ance: giù le mani dal Superbonus 110%

5 Maggio 2022

Lettera a Draghi: «Sgomenti dalla contrarietà del premier. Si può migliorare ma non cancellare»

PESCARA. In una lettera aperta in inviata al premier Mario Draghi, l’Ance Abruzzo fa sapere «il nostro sgomento e la nostra preoccupazione circa le dichiarazioni che ha rilasciato nel Suo intervento a Strasburgo, sul tema del Superbonus». Che cosa ha dichiarato Draghi? «Lei», continua la lettera, «ha manifestato una contrarietà di carattere generale rispetto ad un provvedimento che, seppur ottimizzabile, ha dato già ampia prova di essere volano per la ripresa del settore delle costruzioni, per l'indotto, e, soprattutto per stimolare velocemente la crescita del Paese, in una fase in cui, purtroppo, il comparto delle opere pubbliche sconta ancora ritardi gravosissimi, di diverso livello, che non consentono la trasformazione delle risorse in cantieri, in tempo utile mettendo a rischio, tra l'altro, la partenza stessa del Pnrr».
L'associazione abruzzese dei costruttori rimarca come «i dati sull'utilizzo delle misure fiscali per le ristrutturazioni, dopo poco più di un anno dalla introduzione, con successive messe a punto delle procedure, hanno mostrato una valenza straordinaria: il monitoraggio, a cura di Enea e del Ministero della Transizione Ecologica, al 31 marzo 2022, certifica un boom di oltre 139.000 cantieri per 24 miliardi di euro di investimenti ammessi a detrazione. Il dato straordinario dei lavori conclusi riporta un valore di oltre 16 miliardi: stiamo parlando di oltre l'1 per cento del Pil, il 4 per cento con i settori collegati».
Per questo il presidente della associazione, Antonio D'Intino, conclude rinnovando al premier «il nostro appello a voler dedicare la massima attenzione al miglioramento del Superbonus allontanando ogni tentazione di abbandonare un provvedimento ormai maturo per la messa a punto, anche nel rispetto del notevole investimento di energie da parte di soggetti pubblici e privati che hanno faticosamente lavorato sul tema, a vario titolo, e programmato il futuro affidandosi ad un progetto strategico non solo per la messa in sicurezza sismica, e per l'efficientamento energetico del nostro vetusto patrimonio edilizio ma, soprattutto, quale leva per la ripresa economica e sociale». (c.s.)