L’anno scolastico riparte da Crox «Al centro il disagio dei ragazzi»

6 Settembre 2024

Prende forma il monito lanciato dall’arcivescovo Valentinetti all’indomani dell’omicidio del 16enne E nell’aula consiliare l’assessore Toppetti riunisce il rettore, presidi e docenti: «Necessario rieducare»

PESCARA. «Necessaria una solidarietà pedagogica, senza delegare l’educazione e la formazione dei ragazzi». Il monito lanciato dall’arcivescovo Tommaso Valentinetti a pochi giorni dall’omicidio di Christopher Thomas Luciani per mano di due coetanei ha trovato ascolto. E ieri mattina, all’inaugurazione del nuovo anno scolastico in Comune, incontro organizzato dall’assessorato alla Pubblica Istruzione alla presenza di presidi, docenti, del rettore e dello stesso arcivescovo Valentinetti, si è ripartito proprio da Crox, così come veniva chiamato il 16enne ucciso il 23 giugno scorso nel parco Baden Powell. Nella sala consiliare, Olga Cipriano, la nonna del ragazzo che ha intitolato un’associazione alla riscoperta dei valori tra i giovani in nome del nipote ucciso, ha detto: «La mia missione ora è proprio quella di parlare ai giovani con il cuore. Lo faccio per mio nipote, perché voglio che i ragazzi capiscano l’importanza del dono della vita. A scuola, al di là della didattica, bisogna parlare con gli studenti e ascoltarli. In questo modo possono sentirsi più sicuri. Bisogna instaurare un altro rapporto, oltre a quello che vede il professore da una parte e l'alunno dall’altra, perché non esistono solo prove e verifiche. I giovani vanno ascoltati, dal momento che hanno bisogno di avere delle certezze e di acquisire una maggiore autostima». E ancora: «Io voglio essere la nonna di tutti. Se potessi salvare anche un solo ragazzo fragile, per me sarebbe una vittoria immensa».
La rinascita, per nonna Olga, arriva anche dall’abbraccio con Michelangelo Piovano Spina, il giovane allievo del conservatorio Luisa D’Annunzio che incanta tutti i presenti con la sua musica. «Dopo un’estate segnata da diversi fatti di cronaca che hanno coinvolto i più giovani, ripartiamo da zero», dice l’assessore alla Pubblica Istruzione Valeria Toppetti. «Poniamo al centro la scuola, come dice il titolo dell’incontro, ma anche e soprattutto il disagio dei nostri ragazzi, perché è necessario rieducare, tirare fuori quei valori che con il Covid e con l’avanzare della tecnologia sono stati trascurati. Gli adulti devono prendere atto di questa situazione e ripartire».
In sala ci sono i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi e delle scuole superiori della città, i docenti e i referenti di diverse associazioni del territorio. Un messaggio ai giovani, ma anche agli insegnanti, viene lanciato dal rettore dell’università Gabriele D’Annunzio Liborio Stuppia, che si sofferma sul «recupero della socialità per gli studenti, persa negli anni della pandemia», precisa. «I ragazzi arrivati da noi dopo la didattica a distanza tendevano a isolarsi ancora di più, perché questo nuovo modo di seguire le lezioni li ha inevitabilmente resi insicuri», aggiunge. «C’è dunque un estremo bisogno di tornare alla vera socialità, strappando i ragazzi all’isolamento». Carlo Petracca, già direttore dell’ufficio scolastico regionale, parla di crisi della narrazione e del bisogno di recuperare tale capacità, ben diversa dalla proliferazione delle informazioni. Tra i presenti anche Pierangelo Trippitelli, dirigente dell’ufficio scolastico Pescara – Chieti, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il presidente della Provincia Ottavio De Martinis e il sindaco Carlo Masci, che ribadisce «l'impegno dell'amministrazione nel portare avanti una sinergia con altri Enti, con il mondo scolastico e con tutti gli attori impegnati in prima persona nella crescita dei giovani».
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