L’antiquario: mancano ancora alcuni pezzi

16 Marzo 2016

La vittima sospetta dei falsi clienti che in passato avevano chiesto informazioni sulla merce rubata

PESCARA. «Mancano alcuni pezzi, ma li ritroveranno». Ne è sicuro Gianpiero Di Sabatino, vittima del furto di opere d’arte effettuato il 21 gennaio nel magazzino di via Arapietra, dove conserva tantissime opere da sistemare in un negozio da aprire in centro, dopo la chiusura di “Rizziero”, in via Nazionale Adriatica nord, che era «il più grande del centro sud». «Sono un ottimista della vita», dice di se stesso, «vedo il bicchiere sempre mezzo pieno» e forse è per questo che nel magazzino non sono mai stati installati telecamere e sistema di allarme. Ma ora, dopo il furto, «abbiamo provveduto a proteggere la struttura».

La notte tra il 20 e il 21 gennaio Di Sabatino non si è accorto di nulla, ed è stato avvisato la mattina seguente dalla polizia. «Sono passati dal retro, verso le 3, dopo aver forzato il cancello del condominio e rotto una grata, per poi raggiungere una porta posteriore, facile da aprire». Sono stati i condomini a rivolgersi al 113 e quando ha saputo del furto ha sperato che «venisse recuperato tutto» e ha anche capito che ci potesse essere un collegamento tra i quadri, le cornici e gli oggetti di valore spariti e le persone che si erano informate nel magazzino proprio su quei pezzi e sul loro valore. «Nel mondo dell’antiquariato», prosegue, «non è difficile ritrovare la merce rubata, se finisce sul mercato. Ma è impossibile se finisce nelle case. Io credo che, per piazzare la refurtiva, non si siano rivolti a dei bravi antiquari, perché questo è un mondo culturale, la vendita è preceduta da una presentazione adeguata, una discussione approfondita».

L’esperto, animato dal grande amore per l’arte che attraversa tutta la sua famiglia, tornerà presto in possesso dei pezzi recuperati ed è davvero soddisfatto di poter riavere nel magazzino «i quadri abruzzesi», in particolare. «Sono molto legato alla mia regione», dice, «cerco di migliorarla culturalmente» e, parlando, ricorda di aver riportato in Italia i quadri realizzati da Michetti, trovati a Londra, e l’opera di uno scultore di Penne del ’500, collocata nel centro vestino. «Ora mancano una lastra in rame, la Deposizione di San Pietro, un crocifisso in avorio, un orologio da tavolo in stile impero, una specchiera Jacob Petit, un’aquila fascista di un metro, in bronzo, un mobile intarsiato in avorio e madreperla, e un mobile cinese, intarsiato in madreperla. Ma li ritroveremo», dice sicuro. «La polizia è stata già molto efficace ed efficiente».

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