«L’approccio con i bagnanti? Cortesia, pazienza, toni garbati»

«Un tempo il bagnino era il ragazzo della spiaggia che si occupava di sistemare gli ombrelloni e le sdraio. Oggi è l’addetto alla sicurezza e al salvataggio dei bagnanti in condizioni di rischio»....
«Un tempo il bagnino era il ragazzo della spiaggia che si occupava di sistemare gli ombrelloni e le sdraio. Oggi è l’addetto alla sicurezza e al salvataggio dei bagnanti in condizioni di rischio». Federico Faieta, 28 anni di Spoltore, studente di consulenza del lavoro a Teramo, spiega l’evoluzione di questa figura professionale che oggi, in termine tecnico, si chiama “assistente bagnante” con le declinazioni all’inglese e all’americana: lifeguard e baywatch.
«Ma sempre bagnini siamo» scherza Federico, operativo al Lido delle Sirene-Les Paillotes con la compagnia degli Angeli del Mare (80 elementi) di Marco Schiavone e la moglie Carmen Padalino.
Addestrati e formati anche attraverso «lezioni di buona educazione», Faieta spiega che l’approccio con gli utenti del mare deve essere di «estrema cortesia, pazienza infinita, buon senso e toni garbati». Anche quando «l’arrabbiatura è dietro l’angolo. Comprendiamo che bagnanti e turisti sono in spiaggia a rilassarsi e fare la vacanza in pace, purtroppo però, siamo costretti a far rispettare le regole nel pieno rispetto delle ordinanze della Guardia costiera». Collaborazione è, dunque, la parola d’ordine tra utenza e assistenti bagnanti. Che arrivano in spiaggia alle 9,30 in punto e vanno via alle 18,30. Dopo quell’ora vengono esposti i cartelli di «attenzione balneazione non sicura per mancanza di servizio di salvataggio». I bagnini svolgono turni di 4 ore e mezza ciascuno e percepiscono mediamente uno stipendio mensile pari a circa 650 euro. (c.co.)

