L’area kartodromo ceduta a una ditta di Montesilvano

9 Febbraio 2018

Prosegue la vendita all’asta dei beni della Provincia per ripianare i conti dell’ente Il sito di Cappelle era stato affittato fino a qualche mese fa a un circuito di go-kart

CAPPELLE SUL TAVO. La Provincia di Pescara ha ceduto un lotto di terreno, da 23mila 340 metri quadrati, a Cappelle sul Tavo. È l’area prima assegnata ai titolari di una pista di go-kart, compresa nel terzo lotto dei beni messi all’asta nel 2016, e nuovamente piazzata lo scorso anno. Sorge lungo una direttrice viaria di notevole interesse turistico ed è caratterizzata da coltivazioni di ulivo.
Il sito costeggia la strada che conduce verso il comprensorio vestino. Fino a qualche mese fa, l’area era stata affittata per l’utilizzo come kartodromo. La somma di 295mila 300 euro che corrisponde al valore dell’immobile, così come proposto e approvato dal Consiglio provinciale nel 2015, è stata già incamerata quasi interamente dall’ente, che utilizzerà questo e altri eventuali ricavi provenienti dalla cessione di altri beni di proprietà, per rimpinguare il risicato bilancio della Provincia. Il terreno è stato venduto con un’asta pubblica alla ditta Carlos Crescia, di Montesilvano, unica ditta a proporre l’offerta. Nello stesso lotto figuravano anche altri due beni: l’edificio ex Napolplast, in via Breviglieri, a Pescara, e l’ex casa cantoniera di Catignano, la cui proposta di vendita è andata deserta. L’ex Napolplast, in via Breviglieri, realizzata negli anni Sessanta del secolo scorso, dove in passato si è perfino pensato di realizzare una nuova sede dell'istituto alberghiero, comprende un capannone di oltre 4mila metri quadri della ex fabbrica di tapparelle, con un piazzale esterno asfaltato e una superficie esterna di 8mila 160 metri quadri. L’ex casa cantoniera di contrada Sterparo, a Catignano, è un immobile costituito da due appartamenti di oltre centro metri quadri nelle vicinanze del centro abitato, sulla strada 602, con un terreno di pertinenza di 2mila 470 metri quadri. «Per questi due beni» sottolinea il presidente Antonio Di Marco, «mi appresto a firmare il decreto per autorizzare una nuova asta, magari riducendo il valore degli immobili. Continueremo su questa strada, anche per dare seguito alle direttive del governo nazionale, che autorizzano, anzi obbligano, a disfarci del patrimonio immobiliare incamerato nel corso di decenni. Si tratta di un processo difficile, considerando anche il periodo di crisi del comparto immobiliare, ma non possiamo fare altro per poter rimettere a posto i conti, ancora in rosso, del bilancio provinciale».
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