L’Arta scopre l’alga tossica in due tratti

7 Agosto 2024

Superati i limiti a Ortona, 350 metri a nord del fiume Moro, e stato di allerta nella zona del Turchino a San Vito Chietino

PESCARA. L’Arta scopre l’alga potenzialmente tossica in due tratti della costa abruzzese. «Nell’ambito dei controlli routinari effettuati sulle acque di balneazione durante la prima settimana di agosto, l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente ha riscontrato la presenza di Ostreopsis ovata in quantità elevate in tratti di mare antistanti Ortona e San Vito Chietino», si legge in una nota diffusa ieri in serata. «In particolare sulla costa ortonese, nel punto di prelievo situato a 350 metri a nord del fiume Moro», specifica l’Arta, «è scattata la fase di emergenza prevista dal piano di sorveglianza per l’alga potenzialmente tossica. I riscontri analitici, infatti, hanno evidenziato una presenza massiccia di Ostropsis, calcolata in 42.600 cellule per litro d’acqua, valore ben oltre la soglia limite delle 30mila cellule/litro individuata dal Ministero della Salute». In questo caso, il tratto di mare potrebbe essere interdetto alla balneazione e i controlli dell’Agenzia ambientale verranno intensificati.
La situazione è meno critica a San Vito Chietino, nella zona antistante Calata Turchino, dove le analisi hanno evidenziato un valore di 19.760 cellule per litro d’acqua, quindi al di sotto dei limiti, facendo comunque scattare la fase di allerta. Le microalghe crescono su strati rocciosi. Al verificarsi di fioriture e di contestuali condizioni meteo che favoriscono la formazione di aerosol marino, come burrasche e mareggiate, possono essere responsabili di episodi di malessere alle persone che stazionano sul litorale. I sintomi sono differenti e colpiscono soprattutto apparato respiratorio e pelle: tra i principali ci sono rinite, faringite, laringite, bronchite, febbre, dermatite e congiuntivite. Inoltre, è opportuno evitare il consumo di frutti di mare crudi, raccolti dove è stata registrata la presenza di alga tossica: ad esempio i ricci, a causa della loro eco-biologia, potrebbero accumulare al loro interno la tossina dannosa per l’uomo. «Al momento la situazione non desta particolare preoccupazione», rassicura il direttore generale Arta, Maurizio Dionisio, «in ragione di condizioni meteo-marine che non favoriscono la dispersione della tossina. La situazione diventa più preoccupante in caso di vento forte e mareggiate poiché le alghe, scontrandosi con la roccia, sprigionano le tossine nell’aria. In questi casi diventa pericoloso anche sostare sulla riva. Pertanto, sin da oggi», assicura Dionisio, «i campionamenti verranno fatti con cadenza giornaliera per tenere sotto stretto controllo il fenomeno ed informare cittadini e turisti». La fioritura dell’Ostreopsis ovata è favorita da lunghi periodi di stasi delle correnti marine, tipici nei mesi di luglio e agosto, da temperature dell’acqua superiori ai 22-23 gradi Celsius e da concentrazioni elevate di azoto e fosforo provocate dalle attività antropiche. La maggior parte delle specie microalgali provenienti da mari tropicali è stata introdotta da acque di zavorra di navi mercantili o attraverso l’importazione di molluschi, principalmente ostriche, che possono ospitare le alghe nei loro gusci. Originarie del mare del Giappone, queste specie prediligono acque calde e tropicali ma in questi ultimi decenni, a causa dell’effetto serra e del conseguente aumento delle temperature dei nostri mari, sono state ritrovate inizialmente nel Tirreno e, dall’estate 2008, anche lungo le coste del Medio Adriatico.a (u.c.)