L’assassino interrogato a Londra: «Non voglio ritornare in Italia»

5 Novembre 2023

Davanti al tribunale britannico il 74enne nega il consenso all’estradizione: decisione il 26 febbraio In contrada Verratti sono attese due delle figlie della vittima accompagnate dagli avvocati 

CASOLI. Michael Whitbread, l’uomo inglese di 74 anni accusato di aver ucciso con sette coltellate alla schiena la sua compagna, Michele Faiers, 66enne, non vuole tornare in Italia. Si è aperta ieri mattina a Londra la procedura di estradizione. Nella villetta di Casoli, in contrada Verratti, diventata teatro del secondo femminicidio per il paese, nelle prossime ore è atteso l’arrivo di due delle quattro figlie della vittima, accompagnate dai loro avvocati esperti in diritto internazionale. È pronta ad accoglierle la sindaca di Palombaro, Consuelo Di Martino, che conosceva la donna.
Ieri l’uomo è apparso davanti alla corte di Westminster con l’accusa di omicidio volontario aggravato.
Dopo la morte di Michele, scoperta lo scorso primo novembre ma avvenuta con molta probabilità sabato 28 ottobre, l’uomo è andato via a bordo della sua Jeep Compass bianca, ha oltrepassato la frontiera con la Svizzera e ha raggiunto il territorio inglese. Grazie alla cooperazione tra autorità britanniche e l’Arma dei carabinieri di Chieti, l’uomo è stato catturato nella casa della figlia, a Shepshed, nella contea di Leicester.
In tribunale ieri il 74enne, istruttore di guida in pensione e proprietario di un negozio, non ha acconsentito alla procedura di estradizione in Italia ed è stata quindi programmata la prossima udienza il 9 novembre l’udienza.
I giudici stanno però lavorando ad «un’udienza plenaria» per il prossimo 26 febbraio 2024 e che si terrà sempre alla Westminister Magistrates’ Court di Londra. Darren Watts, per conto della magistratura italiana, ha dichiarato alla corte che si tratta di «un omicidio della partner». Nell’aula della corte di Londra, l’avvocato dell’arrestato ha spiegato che la sua visita nel Regno Unito sarebbe dovuta a motivi familiari ed era già in possesso di un biglietto di ritorno per l’Italia. Secondo questa versione, il ritorno in Inghilterra di Whitbread potrebbe essere avvenuto proprio qualche giorno dopo il ritrovamento della sua compagna.
«Non si può ignorare il fatto che la visita in Inghilterra è avvenuta subito dopo l’accusa di omicidio», ha detto il giudice inglese. E considerando l’entità dell’accusa, il giudice distrettuale John Zani ha invitato l’uomo a tornare in Italia per affrontare il processo. «Nel caso in cui venisse condannato», continua il giudice inglese, «una pena detentiva molto lunga sarebbe quasi inevitabile».
Il tribunale di Lanciano ha emesso la notifica di custodia cautelare e l’uomo è adesso in carcere a Wandsworth.
Il delitto di Casoli ha rotto la tranquillità di contrada Verratti: sono state le urla di Keay Petrina Helen, una donna inglese e amica di Michele, a dare l’allarme.
È attesa anche l’autopsia sulla donna che sarà eseguita dal medico legale Pietro Falco. È ancora sconvolta la comunità di Casoli che parla di una coppia «tranquilla e molto riservata», amante della natura e dei viaggi.
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