L’assistente sociale sotto procedimento

1 Agosto 2016

Montesilvano: dopo la denuncia per maltrattamenti su una bimba disabile, scatta il “processo” disciplinare

MONTESILVANO. Dopo la denuncia da parte della madre di una piccola assistita, l’Azienda speciale per i servizi sociali avvierà un procedimento disciplinare nei confronti dell’assistente sociale del Comune di Montesilvano accusata di maltrattamenti nei confronti della bambina di sei anni con gravi disabilità.

Intanto, però, il rapporto con la famiglia della bambina è stato interrotto su richiesta della stessa madre della piccola già dopo lo scorso 7 luglio, data dell’ultimo episodio contestato all’assistente sociale. In quell’occasione, la bambina che da mesi riportava lividi, ecchimosi e ferite varie su viso e gambe, senza contare una frattura dell’avambraccio, aveva anche una ferita sulla fronte. La madre è consapevole dell’iperattività della figlia che a causa dei suoi movimenti maldestri spesso cade e si fa male da sola, ma questa volta resta interdetta. Fino a quando, in serata, arriva a casa sua il vicino di casa, un giovane di 22 anni che le riferisce quello che mai avrebbe voluto sentire: il ragazzo racconta di aver visto quello stesso pomerigigo, nel giardino condominiale del palazzo, l’assistente sociale che avrebbe preso il naso della piccola torcendolo con violenza per poi sbatterle la testa contro la recinzione in ferro dell’area condominiale. La madre è stravolta, anche perché a supporto di quanto riferito, il ragazzo le mostra un video ripreso con il telefonino che, seppure in maniera parziale, dà l’idea di quanto avvenuto. La madre della bambina non perde tempo. Il giorno dopo chiama l’assistente sociale e al telefono le chiede spiegazioni. L’altra, senza scomporsi, replica di averla già trovata con la ferita sulla fronte. Ma per la donna il rapporto è comunque chiuso. All’assistente sociale dice che la settimana successiva la piccola sarebbe stata fuori, e dunque il servizio andava sospeso, ma all’Azienda speciale va a dire dell’altro se poi all’assistente sociale dicono formalmente che il rapporto con quella famiglia è chiuso. La giustificazione fornita alla donna con esperienza quarantennale nel settore, è che della piccola se ne sarebbe occupata la zia. Lei prova a ricontattare la famiglia ripetutamente, ma dall’altra parte non ottiene risposta. Fino alla denuncia di pochi giorni fa, presentata dall’avvocato Liborio Romito per conto della madre della piccola. Una denuncia di cui la diretta interessata dice di non sapere niente, anzi cade dalle nuvole e stravolta ripete, «ma stiamo scherzando?».

In ogni caso accuse tutte da dimostrare, ma di cui la donna dovrà dare conto prima di tutto all’Azienda speciale per i servizi sociali di Montesilvano che per questo, a tutela dell’assistente sociale, avvierà un procedimento disciplinare per ricostruire la vicenda di cui, di pari passo, si occuperà la Procura di Pescara.

(s.d.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA