L’associazione Alzheimer«Braccialetti Gps ai malati»

27 Dicembre 2018

PESCARA. I malati di Alzheimer possono essere tenuti sotto controllo dai familiari anche attraverso braccialetti elettronici collegati al Gps, sistema di posizionamento satellitare che permette di...

PESCARA. I malati di Alzheimer possono essere tenuti sotto controllo dai familiari anche attraverso braccialetti elettronici collegati al Gps, sistema di posizionamento satellitare che permette di rintracciare qualcosa o qualcuno in ogni istante attraverso le coordinate di latitudine e longitudine. I servizi sono offerti da aziende specializzate presenti anche in Abruzzo. Poi ci sono altri accorgimenti, più tradizionali ma non meno efficaci, come rivela Nicola Santarelli, presidente di Amaa, associazione malati Alzheimer Abruzzo che conta 560 iscritti. In tutta la regione i malati sono quasi 20mila, di cui circa 6mila nell’area metropolitana Chieti–Pescara.
I familiari dei pazienti affetti da questa patologia degenerativa «devono prestare attenzione a che il proprio caro non esca di casa», spiega Santarelli, «ma può accadere, come nel caso di questi giorni, che la persona malata sfugga al controllo e che nessuno se ne accorga». Queste persone che perdono i punti di riferimenti «tendono ad andare nei luoghi dell’infanzia che possono ricordare loro qualcosa, anche se non è detto che sia davvero così perché i loro ricordi sono vaghi e confusi. Consiglio ai familiari di avvertire i vicini di casa, i negozianti, che possono allertare nel caso il soggetto venga perso di vista».
Così come, secondo il presidente dell’associazione, che ha sede in viale Abruzzo 322 a Chieti, è buona norma «avvisare le forze dell’ordine, compresi i vigili urbani che possono intervenire» in caso di sparizione della persona, magari in stato confusionale. E poi ci sono i metodi tecnologicamente avanzati con cui si possono monitare le persone affette da queste patologie che fanno perdere l’orientamento ed eliminano i ricordi. «Ci sono braccialetti elettronici collegati al Gps», rivela Santarelli, «in grado di effettuare monitoraggi. Sono servizi a costi moderati offerti da aziende specializzate. Una, ad esempio, si trova ad Avezzano».
Ma i familiari come si accorgono di avere in casa una persona colpita da Alzheimer?
«I segnali sono tanti, dalla semplice dimenticanza di qualcosa, ai piccoli stati confusionali, alle richieste di aiuto mai accadute prima, al passaggio di stati di malinconia e depressione, all’isolamento e all’alienazione totale del soggetto che però nelle prime fasi conserva ancora qualche momento di lucidità» spiega il presidente, che precisa: «I malati non si rendono conto di cosa accade e non sanno spiegare come si sentono, quindi non è detto che siano loro stessi a riferire ai familiari i loro stati d’animo, per orgoglio ma anche per non perdere il proprio ruolo in famiglia».