L’auto di Ciamponi e le indagini sul prezzo

Corruzione. Il concessionario: «Inesatto dire che la somma concordata sarebbe stata più alta»
PESCARA. L’acquisto della Fiat 500 fatto dal direttore generale della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi, resta uno dei punti fondamentali per definire la posizione dello stesso Ciamponi (indagato per corruzione) nell’ambito dell'inchiesta sull'appalto truccato da 11 milioni di euro che ha portato la procura a far emettere misure cautelari nei confronti di Sabatino Trotta, della Asl, Domenico Mattucci e Luigia Dolce, rispettivamente ex presidente ed ex coordinatrice della Coop “La Rondine” che si aggiudicò l’appalto incriminato.
E quell’acquisto è diventato il nodo centrale del decreto di sequestro dei cellulari di Ciamponi. In quel provvedimento i magistrati Anna Benigni e Luca Sciarretta, motivano il sequestro tirando in ballo il concessionario che individuano in Luciano Sborgia di “Auto Europa” di Villa Raspa di Spoltore.
In proposito riceviamo dal legale della concessionaria e da Enrico Sborgia, una lettera di rettifica nella quale si precisa la regolarità della vendita dell'auto per 2.400 euro, prezzo ritenuto di mercato, e alla quale si allegano anche fattura e altri documenti. Ma è la procura che fa delle affermazioni precise circa quell’acquisto. «Ciamponi riceveva indebitamente per sé da Mattucci e Dolce, la somma di 8.000 euro, denaro che veniva corrisposto in contanti da Mattucci, per il tramite della Dolce, a Trotta, il quale lo consegnava al venditore Luciano Sborgia in pagamento dell’autovettura Fiat 500 acquistata da Ciamponi». È la procura che lo dice, ed è sempre la procura che scrive ancora che «si tratta di un episodio corruttivo che vedrebbe come protagonista Ciamponi, il quale, dopo aver sottoscritto in data 2 marzo 2021 il contratto di appalto con il consorzio aggiudicatario della gara truccata, sarebbe stato indebitamente ricompensato con l'autovettura Fiat 500 acquistata da Ciamponi presso la concessionaria “Auto Europa”, grazie a somme di denaro contante pari a circa 8.000 euro, consegnate il 26 marzo 2021 da Mattucci a Trotta a da questi favorite al Ciamponi». È sempre la procura che vuole fare chiarezza su questo passaggio di soldi finalizzato all'acquisto dell'auto.
Il giornale prende nota di quanto riferito dal legale di Sborgia, e cioè «che va smentita la notizia, non verificata alla fonte, per cui “la somma che sarebbe stata concordata con il concessionario sarebbe stata più alta”, perché gravemente inesatta e indebitamente suggestiva», precisando che è la procura ad affermare che Trotta avrebbe consegnato quegli 8.000 mila euro al concessionario. E quindi Sborgia dovrà chiarire questo aspetto con i magistrati.
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